Il ricordo di Cinzia Pinna: l'arte sulla spiaggia di Platamona e le ombre di una notte di violenza
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Redazione Interno
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Il sorriso luminoso e la gioia di vivere che la caratterizzavano sono il punto da cui parte il ricordo di Aleksandra Vaskiv, collega e amica, il quale si propone non solo come un tributo privato ma anche come un modo per restituire, a chi l’ha conosciuta, un frammento della sua vitalità. Quella stessa energia, che sembra essersi spenta troppo presto, viene evocata per raccontare a chi non ne ha avuto l’opportunità quanto il suo carattere fosse contagioso.
Un tributo di sabbia a Platamona
Sulla spiaggia di Platamona, il linguaggio universale dell’arte ha provato a dare forma a questo sentire collettivo. L’artista Nicola Urru ha modellato la sabbia creando un’effigie femminile, un’opera effimera e potente in omaggio alla giovane donna. Quella scultura, destinata a essere restituita al vento e al mare, rappresenta un gesto di pura commemorazione di fronte all’ondata di brutalità.
Le ombre sulla notte del femminicidio a Palau
Le ombre della notte tra l’11 e il 12 settembre nella tenuta ConcaEntosa a Palau appaiono fitte. La ricostruzione fornita dall’imprenditore arzachenese Emanuele Ragnedda, reo confesso, si è rivelata piena di incongruenze. La sua affermazione di conoscere la vittima «appena» stride con la dinamica di una serata segnata da alcol e cocaina, che avrebbe avuto un epilogo fatale. Le sue dichiarazioni aprono voragini di dubbio su quanto realmente accaduto.
Le ripercussioni e le prese di distanza
Le ripercussioni del gesto omicida hanno coinvolto anche realtà estranee ai fatti. La cantina Capichera, storica azienda vitivinicola gallurese, ha espresso profondo dolore e sconcerto, precisando come l’indagato sia unicamente un familiare di un precedente titolare, oggi non legato alla gestione operativa, nel tentativo di demarcare un solco netto con un atto di violenza inaudita.




