Atalanta-Bayern Monaco, il giorno della sfida di Champions tra la Dea e i bavaresi
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Redazione Sport
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Il countdown è terminato e l'attesa, per la notte europea che attende Bergamo, si è finalmente trasformata in realtà. Questa sera, martedì 10 marzo, il fischio d'inizio delle 21 darà il via all'andata degli ottavi di finale di Champions League tra l'Atalanta e il Bayern Monaco, un confronto che mancava nei rispettivi albi d'oro della competizione e che rappresenta, per i nerazzurri, l'ennesimo capitolo di una saga continentale che li ha visti protagonisti contro corazzate tedesche. Alla New Balance Stadium, infatti, la squadra di Raffaele Palladino si troverà di fronte quella che molti addetti ai lavori, considerando la rosa a disposizione e il percorso netto fatto in questa edizione del torneo, indicano come la principale candidata al trono insieme all'Arsenal, ma la Dea, forte delle rimonte messe a segno in questa stessa stagione, non sembra intenzionata a fare la comparsa.
La macchina organizzativa del club orobico si è messa in moto già nelle ore precedenti al match, con un pranzo ufficiale che ha visto i vertici delle due società sedersi allo stesso tavolo. Per l'Atalanta, a fare gli onori di casa c'erano l'amministratore delegato Luca Percassi e il co-chairman Stephen Pagliuca, affiancati da una folta rappresentanza dirigenziale composta dai direttori generali Andrea Fabris e Umberto Marino, dal direttore commerciale Romano Zanforlin e dal segretario generale Marco Semprini. Dall'altra parte, una delegazione del Bayern guidata dal presidente Herbert Hainer e dal CEO Jan-Christian Dreesen, a testimoniare l'importanza e il prestigio di una sfida che, al di là del risultato sportivo, mette di fronte due filosofie di gestione tecnica ed economica diametralmente opposte, entrambe virtuose nei rispettivi bilanci, ma distanti anni luce in termini di fatturato e struttura.
Le scelte di formazione e le assenze pesanti in casa Atalanta
Se i confronti dirigenziali si giocano sui numeri dei ricavi e degli sponsor, in campo a decidere saranno gli uomini a disposizione, e su questo fronte Palladino deve fare i conti con qualche assenza di troppo. Giorgio Scalvini, infatti, è stato fermato dal giudice sportivo per squalifica, mentre l'infermeria continua a trattenere calciatori del calibro di Raspadori, De Ketelaere ed Éderson, elementi che avrebbero potuto garantire qualità e imprevedibilità alla manovra offensiva. La lista dei convocati, diramata nella giornata di ieri, conta ventidue nomi e tra questi mister Palladino dovrebbe affidarsi al 3-4-2-1, con Carnesecchi tra i pali e un pacchetto arretrato composto da Djimsiti, Hien e Kolasinac. Sulla mediana, il ritorno di Marten de Roon appare fondamentale per dare equilibrio, affiancato da Pasalic, con le corsie esterne presidiate da Zappacosta e Bernasconi. Davanti, il riferimento offensivo sarà Gianluca Scamacca, reduce da una prestazione importante in campionato, supportato sulla trequarti da Samardzic e Zalewski, chiamati a inventare qualcosa per scardinare la retroguardia bavarese.
Il Bayern Monaco e il ritorno del suo goleador
Dall'altra parte, Vincent Kompany può sorridere per il recupero del suo terminale offensivo principale. Harry Kane, dopo un leggero affaticamento che ne aveva messo in dubbio la presenza, sarà regolarmente in campo dal primo minuto, pronto a guidare l'attacco di una squadra che in campionato viaggia con un ritmo impressionante. L'unica nota dolente per i tedeschi, se così si può definire, è l'assenza del portiere titolare Manuel Neuer, sostituito tra i pali dal giovane Jonas Urbig. Per il resto, la macchina da guerra bavarese si presenterà a Bergamo con il consueto 4-2-3-1, dove la qualità di giocatori come Musiala, Olise e Luis Diaz sulla trequarti, e la geometria di Kimmich in mediana, rappresentano un pericolo costante per qualsiasi difesa. La superiorità tecnica e di organico, sulla carta, è palese, ma l'Atalanta ha già dimostrato in passato, e in particolare nel doppio confronto con il Borussia Dortmund, che la differenza di valori può essere annullata dalla determinazione e dall'intensità.
Un precedente lontano e una costante tedesca nel cammino europeo
Curiosamente, per l'Atalanta quella di stasera non è una semplice partita contro una squadra tedesca, ma rappresenta l'ideale prosecuzione di un percorso che l'ha vista incrociare più volte squadre provenienti dalla Bundesliga. Dopo l'Eintracht Francoforte nella fase campionato e la rimonta ai danni del Borussia Dortmund nei playoff, ecco il terzo atto contro la squadra che quella Bundesliga la domina da un decennio. Un filo conduttore che lega questa edizione della Champions a un passato lontano, come testimoniato dal ricordo di Marzio Lugnan, ex difensore nerazzurro che nel 1973 affrontò in amichevole proprio il Bayern Monaco di Franz Beckenbauer e Gerd Müller. Un'epoca in cui i bavaresi erano già dei giganti, anche se allora, come ha raccontato lo stesso Lugnan, alloggiarono nello stesso albergo dei bergamaschi e li impressionarono più per la loro umanità e semplicità nel mangiare un gelato che per la loro arroganza. Oggi, a distanza di oltre cinquant'anni, la musica è cambiata: l'Atalanta non è più la squadra appena retrocessa in Serie B, ma una realtà solida del calcio italiano che cerca di giocarsi le sue carte, forte di un modello sostenibile che la porta a competere con giganti dai ricavi quadrupli. La partita di stasera, al di là del risultato, è già la testimonianza di quanto strada sia stata fatta.




