Accuse di violenza sessuale in Senato, l’imprenditrice denuncia Silvestro (FI). La Russa avvia gli accertimenti.
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Redazione Interno
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La notizia, destinata a incrinare la quiete apparente di Palazzo Madama, arriva dalle colonne di Repubblica: un senatore di Forza Italia, Francesco Silvestro, è stato denunciato per violenza sessuale da un’imprenditrice del settore enologico, un’agente di commercio di vini di cinquantadue anni.
Il presunto episodio, che la donna racconta risalire a oltre un anno fa – il pomeriggio del 25 febbraio 2025, per la precisione – si sarebbe consumato all’interno di uno degli uffici parlamentari riservati agli eletti, situati nel complesso di San Luigi dei Francesi a Roma, un luogo istituzionale solitamente avvolto da una rigida sorveglianza.
La vittima, che ha trovato il coraggio di sporgere querela solo dopo un lungo percorso di terapia e presunte intimidazioni, descrive un incontro professionale degenerato in un incubo di mezz’ora, un “attacco sessuale a freddo” contro la sua volontà, in cui l’indagato avrebbe persino spostato un tavolino per bloccarle ogni via di fuga.
La difesa del senatore e le frasi che fanno discutere
La replica di Silvestro, che ha cinquantacinque anni ed è imprenditore nel settore dei materassi oltre che presidente della Bicamerale per gli Affari regionali, non si è fatta attendere. Attraverso il suo legale, l’avvocato Roberto Guida, il parlamentare ha espresso “stupore” e dichiarato la propria “totale estraneità ai fatti”, precisando di non avere alcuna notizia di un procedimento penale pendente a suo carico.
Tuttavia, è lo stesso diretto interessato a fornire la sua versione con toni che, lungi dallo smorzare la tensione, hanno sollevato un vespaio di critiche per la loro leggerezza; in un’intervista, Silvestro ha ammesso di ricordare l’incontro per la fornitura di vini – sette mila euro di champagne e sassicaia destinati all’inaugurazione della sua villa a Capri – ma ha liquidato l’accusa di violenza con un sorriso: “Non è successo nulla”, ha detto, per poi aggiungere una frase che rischia di restargli attaccata addosso. “Modestamente io sono un bel ragazzo, la signora è una signora normale.
Uno può dire quello che vuole. Poi però le cose vanno provate. Magari mi vuole estorcere qualcosa”.
Il racconto della denuncia e le presunte intimidazioni
A scatenare la bufera giudiziaria è stata la denuncia visionata dall’agenzia di stampa, in cui l’imprenditrice ricostruisce una dinamica agghiacciante. Secondo il suo racconto, l’appuntamento fu organizzato da un conoscente comune, un carabiniere legato da parentela al senatore, il quale avrebbe fatto da intermediario per discutere l’acquisto dei vini.
Ma ciò che doveva essere una normale riunione si trasformò quando il politico avrebbe iniziato a fare allusioni, sostenendo che il vino “fa perdere i freni inibitori”; subito dopo, sempre stando alla querela, l’avrebbe bloccata sul divano, costringendola a un rapporto non consensuale. La donna racconta di essere uscita dall’edificio in lacrime, raccolta da un amico, e di aver dovuto affrontare un anno di cure psicologiche prima di rompere il silenzio.
Non solo: denuncia anche un tentativo di intimidazione da parte dello stesso carabiniere che aveva fissato l’incontro, il quale l’avrebbe incontrata in un anonimo bar di una zona industriale per metterla in guardia: “Se denunci, ti rovini la vita”.
La Russa attiva il codice di condotta di Palazzo Madama
Di fronte a uno scandalo che coinvolge non solo un singolo esponente politico ma l’istituzione stessa, il presidente del Senato Ignazio La Russa è stato costretto a intervenire. Venuto a conoscenza della vicenda “dalla stampa”, La Russa ha immediatamente azionato i meccanismi previsti dal regolamento, quello che i tecnici chiamano il combinato disposto dell’articolo 67 e del codice di condotta.
Con una nota ufficiale, lo stesso presidente ha comunicato di avere formalmente chiesto ai senatori questori di procedere con “gli accertamenti necessari”, finalizzati a fornire al Consiglio di Presidenza tutti gli elementi utili per le future valutazioni disciplinari di competenza; un primo vertice tra il vertice di Palazzo Madama e i questori è già stato convocato per martedì prossimo.
Sul fronte strettamente penale, la procura dovrà ora stabilire la corretta competenza territoriale, ma intanto le dichiarazioni a mezzo stampa hanno già trasformato il caso in un terremoto politico, sebbene l’istruttoria sia solo all’alba.




