Daniel Tafa, 22 Anni, Muore In Fabbrica: Quattro Indagati Per Omicidio Colposo

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Redazione Interno Redazione Interno   -   Il dolore di Donika, madre di Daniel Tafa, si misura in attimi irripetibili: quei tre baci scambiati prima del lavoro, gesti ordinari che ora assumono un peso insostenibile. Suo figlio, un ragazzo definito da chi lo conosceva come straordinario sotto ogni aspetto, non tornerà più a casa. Una scheggia di metallo, lunga tra i 15 e i 20 centimetri, ha perforato la sua schiena durante il turno di notte nello stabilimento Stm di Maniago, in provincia di Pordenone, uccidendolo sul colpo.

La dinamica, ancora al centro delle indagini, ha spinto la Procura a ipotizzare gravi negligenze. Quattro figure sono finite nel registro degli indagati per omicidio colposo: il datore di lavoro, il responsabile della sicurezza, il perito che ha verificato le attrezzature e la professionista – un’83enne vicentina, Rosanna Vaccari – che ne aveva certificato la conformità. Macchinari oggi sotto sequestro, mentre gli inquirenti ricostruiscono eventuali responsabilità tecniche o procedurali.

L’Anmil, associazione che da decenni si batte per la sicurezza sui luoghi di lavoro, ha assicurato il sostegno alla famiglia Tafa. Claudio Fornasieri, presidente provinciale dell’organizzazione, ha parlato senza mezzi termini: «Questo incidente non doveva accadere». Un’affermazione che suona come un monte, soprattutto in un Paese dove gli infortuni mortali continuano a mietere vittime, spesso giovani.

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