Us Open, il caldo e un malessere fermano Musetti: Sweeny vola al terzo turno
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Redazione Sport
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L'avventura di Lorenzo Musetti agli Us Open si chiude al secondo turno, nel modo più amaro e inaspettato. Il tennista di Carrara, testa di serie numero 13 del tabellone e reduce da un rientro faticoso dopo i problemi fisici che lo hanno tenuto lontano dai grandi palcoscenici, è stato costretto ad arrendersi al cospetto dell'australiano Dane Sweeny, numero 123 del mondo, per la gioia di una wild card che sta vivendo il suo momento più dolce in uno Slam.
Il punteggio finale di 3-6, 6-1, 6-2, 6-2 racconta solo in parte la drammaticità di un pomeriggio in cui il fisico ha tradito il talento dell'azzurro, trasformando quella che sembrava una partita in discesa dopo il primo set in un calvario durato due ore e ventotto minuti. Sullo Stadium 17, un campo interrato senza un filo d'ombra che ha esaltato le difficoltà atmosferiche, Musetti ha lottato contro un avversario coriaceo ma soprattutto contro un malessere diffuso che gli ha tolto forza e lucidità, vanificando le speranze di un derby tricolore al terzo turno che sembrava a portata di mano.
Un primo set da dominatore, poi il crollo fisico
L'inizio della partita aveva fatto presagire tutt'altro esito per Lorenzo Musetti, apparso subito in controllo del gioco e capace di imporre il suo tennis vario e profondo contro un Sweeny inizialmente in difficoltà. Il toscano aveva chiuso la prima frazione con un perentorio 6-3, mostrando quella solidità e quella capacità di lettura del gioco che gli avevano permesso di superare agevolmente il primo turno contro Arthur Fery.
Tuttavia, già a metà del secondo set, il copione è cambiato radicalmente quando l'azzurro, visibilmente in difficoltà, si è rivolto al proprio angolo pronunciando parole che hanno gelato il suo box e i tifosi: «Non mi sento le gambe, mi sento svenire». Un malessere probabilmente dovuto al mix micidiale di caldo e umidità, condizioni che sullo Stadium 17 si sono rivelate proibitive e che hanno trasformato la partita in un supplizio.
Da quel momento, Musetti è diventato un'ombra di se stesso, perdendo reattività negli spostamenti laterali e vedendo sfumare la continuità di colpi che lo aveva contraddistinto nel primo parziale.
La rimonta di Sweeny e il medical timeout
Dane Sweeny, dal canto suo, ha avuto il grande merito di non lasciarsi distrarre dalle condizioni avverse dell'avversario, continuando ad attaccare con determinazione e interpretando con coraggio ogni momento cruciale del match. L'australiano, che non aveva mai superato il secondo turno in uno Slam prima di questa edizione, ha alzato il proprio livello di gioco, approfittando della minor mobilità di Musetti e chiudendo il secondo set con un netto 6-1 che ha ribaltato l'inerzia dell'incontro.
Nel terzo set, la situazione è ulteriormente precipitata per il carrarino, che ha perso subito due turni di battuta e, sullo 0-3, è stato costretto a chiamare il fisioterapista e a lasciare il campo per un medical time-out, nel tentativo di recuperare energie e lucidità.
Il suo rientro in campo non ha però cambiato le sorti del match: Musetti ha provato ad abbreviare gli scambi, a cercare la rete e ad affidarsi alle sue proverbiali variazioni, ma ogni tentativo di rientrare in partita si è infranto contro la solidità e la freschezza atletica di Sweeny, che ha chiuso il terzo e il quarto set con lo stesso identico punteggio di 6-2.
L'odissea di Musetti e il sogno continua per Sweeny
Per Lorenzo Musetti, quello appena concluso è un altro capitolo amaro in una stagione segnata da infortuni e alti e bassi che ne hanno condizionato il rendimento nei grandi tornei. Il toscano, che aveva dichiarato la sua felicità per essere tornato in salute dopo aver saltato il Roland Garros e Wimbledon, ha visto svanire le sue ambizioni a Flushing Meadows in modo forse più frustrante di un infortunio muscolare, piegato da un problema di natura sistemica che non gli ha lasciato scampo.
Per Dane Sweeny, invece, la favola continua: l'australiano classe 2001, alla sua prima apparizione nel tabellone principale degli Us Open, ha ottenuto la vittoria più importante della carriera e si guadagna il diritto di giocarsi al terzo turno l'accesso agli ottavi di finale contro un altro italiano, Luciano Darderi, che ha superato in quattro set il ceco Dalibor Svrcina dopo una battaglia di oltre tre ore e mezza di gioco.
Un derby mancato per il tennis azzurro, che perde il suo miglior rappresentante proprio nel momento in cui il tabellone sembrava aprirgli prospettive interessanti.
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