David e la Juve, l'occasione al Maradona per riscattare un inizio opaco
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Redazione Sport
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La partita di domenica allo stadio Diego Armando Maradona si prospetta, per Jonathan David, come un banco di prova decisivo, forse il più importante dalla sua arrivò a Torino. Il giovane attaccante canadese, prelevato a parametro zero dal Lille nello scorso mercato estivo dopo una trafila di oltre cento reti in quattro stagioni in Francia, non ha ancora attecchito come ci si sarebbe aspettati, complice un periodo di assestamento della squadra nel suo complesso, la cui prima parte di stagione è stata segnata da alti e bassi e da un gioco spesso farraginoso. La fiducia del tecnico Luciano Spalletti, che lo ha preferito a Openda nell'ultima gara di campionato, gli offre ora la palla al balzo per dimostrare che quel potenziale, ampiamente certificato dalle statistiche, può tradursi in rendimento costante anche in Serie A.
Il ballottaggio con Openda e il pensiero di Spalletti
Proprio il confronto con l'altro grande acquisto offensivo, Openda, rappresenta uno dei temi ricorrenti di queste settimane. Spalletti, da quando è subentrato sulla panchina bianconera, ha spesso optato per soluzioni che esulavano dai due nuovi arrivati, rivoluzionando talvolta la formazione di partenza. Quando si è trattato di scegliere tra i due, però, la bilancia ha finora penduto dalla parte del canadese, il quale, come ha spiegato lo stesso allenatore, possiede caratteristiche più votate al ruolo di prima punta pura ed è ritenuto più abile nel gestire il pallone e nel legare con i compagni di reparto. A supportarlo, in quella che potrebbe essere la formazione titolare a Napoli, dovrebbero esserci le trovate e i dribbling di Yildiz e Conceicao, sulle cui spalle grava il compito di fornire gli assist giusti.
Il primo segnale positivo e la strada da percorrere
Un primo, incoraggiante segnale di risveglio David l'ha mostrato nella vittoria in Coppa Italia contro l'Udinese. In quella occasione, ha messo in mostra una personalità più spiccata, muovendosi con intelligenza negli spazi e trovando una miglior sintonia con gli elementi a lui vicini. Quella prestazione, sebbene contro un avversario di rango differente, ha fatto intravedere i motivi per cui la Juventus lo ha scelto, lasciando intendere che l'adattamento, seppur lento, sia in corso. Resta il fatto che la prima metà del campionato è ormai archiviata e i nodi, per una rosa costruita con un equilibrio non sempre perfetto, vengono al pettine: gli acquisti estivi, di cui David è tra i principali, sono chiamati a fare un salto di qualità per contribuire a risolvere i problemi di rendimento che ancora affliggono il collettivo.
La posta in gioco tra campo e mercato
Oltre alla questione sportiva, immediata e cruciale per la corsa alla Champions League, sullo sfondo si delinea una questione che riguarda il prossimo mercato di gennaio. La finestra invernale, infatti, potrebbe riservare sorprese se le prestazioni dei grandi investimenti non dovessero crescere. David, così come Openda, rischia concretamente di perdere il treno per i prossimi Mondiali con le proprie nazionali se non troverà continuità e minutaggio nella parte decisiva di questa stagione. La sfida al Maradona, quindi, non è solo un'altra partita: per il canadese è l'opportunità di agganciare definitivamente la fiducia di Spalletti, di silenziare le critiche e di iniziare a ripagare, finalmente, l'investimento che il club ha fatto su di lui, puntando a trasformare quel potenziale in gol decisivi.




