Incendio all'Ospedale del Mare di Napoli: pazienti evacuati, fiamme domate, nessun ferito
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Redazione Interno
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Un vasto incendio ha sconvolto il pomeriggio di domenica 21 giugno all’Ospedale del Mare di Napoli, provocando momenti di forte apprensione tra pazienti e operatori sanitari. Le fiamme, sprigionatesi intorno alle 17,30, si sono rapidamente propagate lungo la facciata esterna di una delle palazzine del complesso, avvolgendo la coibentazione e innalzando una densa colonna di fumo nero visibile a chilometri di distanza.
L’incendio ha interessato l’ala HD3, nota anche come palazzina che ospita il reparto di Medicina d’urgenza e diverse aree tecniche, senza tuttavia provocare danni strutturali all’edificio o causare feriti tra i degenti e il personale, come confermato successivamente dalle autorità sanitarie.
L’evacuazione dei reparti e il trasferimento dei pazienti
Per precauzione, sono stati immediatamente sgomberati il Pronto soccorso e il reparto di Medicina d’urgenza, insieme ad altre aree vicine al rogo. Le operazioni di trasferimento, sebbene complesse e condotte in un clima di paura palpabile, hanno coinvolto circa 180 pazienti, molti dei quali sono stati portati all’aperto, in strada, su barelle in attesa di essere ricollocati in zone sicure.
L’intervento tempestivo e coordinato del personale sanitario e dei soccorritori ha permesso di mettere in sicurezza tutti i presenti, con un paziente trasferito presso la clinica Villa Betania e diversi degenti della Chirurgia spostati all'interno della stessa struttura, nella Divisione di Day Surgery, mentre il resto dei ricoverati è stato progressivamente riportato nei propri reparti una volta ripristinate le condizioni di agibilità.
Le indagini e le ipotesi sull’origine del rogo
Secondo le prime ricostruzioni, il rogo sarebbe partito da alcune pedane di legno e plastica, utilizzate per gli imballaggi, che erano state lasciate incustodite nell’area di carico e scarico della farmacia, vicino all’impianto di climatizzazione. Il direttore generale della Asl Napoli 1 Centro, Gaetano Gubitosa, ha indicato questa come la probabile causa dell’innesco; le fiamme, alimentate dal caldo torrido, si sono poi rapidamente arrampicate lungo i pannelli coibentati della facciata.
Sul posto sono intervenuti numerosi mezzi di soccorso, con circa 30 vigili del fuoco che hanno domato le fiamme in poco più di 45 minuti. La Procura di Napoli ha aperto un fascicolo, ipotizzando il reato di incendio colposo, e sta ora esaminando i rilievi tecnici dei pompieri per chiarire la dinamica esatta e accertare eventuali responsabilità.
La risposta delle istituzioni e i controlli sulla sicurezza
L’emergenza ha richiamato l’attenzione delle massime autorità locali, con il prefetto Michele di Bari che ha convocato d’urgenza una riunione del Centro di coordinamento dei soccorsi per gestire le fasi successive allo spegnimento. Il sindaco di Napoli, Gaetano Manfredi, si è recato personalmente sul posto per verificare l’impatto della vicenda e mostrare vicinanza ai cittadini, mentre il presidente della Regione Campania, Roberto Fico, ha seguito costantemente l’evolversi della situazione.
Un aspetto centrale delle indagini riguarda ora i sistemi di sicurezza interni: secondo indiscrezioni, l’allarme antincendio avrebbe suonato in ritardo, tanto che le prime segnalazioni dell’accaduto sono giunte dall’esterno della struttura, un dato che i magistrati stanno approfondendo per verificare l’efficienza dei dispositivi di protezione e la corretta manutenzione degli impianti.




