Il sistema assicurativo italiano conferma la sua solidità, ma l’Rc Auto resta la più cara d’Europa

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Redazione Economia Redazione Economia   -   La relazione annuale dell’Ivass ha delineato un quadro complessivamente positivo per il settore assicurativo italiano, che nel 2024 ha raggiunto una raccolta premi totale di 151,4 miliardi di euro, pari al 6,9% del Pil. Un dato in crescita del 7% rispetto all’anno precedente, trainato soprattutto dal ramo vita, che da solo incide per il 73% del totale con 110,6 miliardi (+7% su base annua), mentre le polizze danni si attestano a 41 miliardi (+8%).

Tuttavia, emerge una criticità legata al costo dell’assicurazione obbligatoria per la responsabilità civile auto, che nel 2023 si è confermata la più alta dell’Unione europea, con una media di 286 euro. Se si allarga lo sguardo all’intero continente, solo il Regno Unito supera l’Italia, con un prezzo medio di 381 euro, mentre Spagna e Francia si fermano rispettivamente a 186 euro. Sebbene il differenziale rispetto agli altri Paesi si sia ridotto rispetto al 2012, la distanza rimane significativa, sollevando interrogativi su concorrenza e trasparenza del mercato.

Nonostante questo, il comparto assicurativo dimostra resilienza, con un calo dell’1,7% registrato nel primo trimestre del 2025 per l’Rc Auto, che potrebbe segnare un’inversione di tendenza. Intanto, le polizze unit linked continuano a trainare il ramo vita, con un incremento del 59% su base annua, confermando la propensione degli italiani a investire in prodotti finanziari legati alle assicurazioni.

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