Due casi di Chikungunya a Bari, il sindaco Leccese firma l'ordinanza contro le zanzare
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Redazione Salute
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La scoperta di due casi d'infezione da virus Chikungunya, diagnosticati a persone rientrate da viaggi internazionali – l'una dallo Sri Lanka, l'altra da Cuba –, ha indotto l'amministrazione comunale di Bari a intervenire con un provvedimento urgente. I due pazienti, i quali hanno manifestato i sintomi caratteristici della malattia, ovvero febbre elevata e forti dolori articolari e muscolari, non hanno tuttavia necessitato di ricovero ospedaliero; le loro condizioni, seppur debilitanti, sono state gestite in ambito domiciliare. È stato il Dipartimento di prevenzione della Asl locale, dopo le opportune verifiche diagnostiche, a confermare la positività al virus, un agente patogeno la cui trasmissione avviene esclusivamente attraverso la puntura di zanzare infette del genere Aedes, quelle comunemente identificate come zanzare tigre.
Le misure di contenimento del Comune
A seguito della conferma dei casi, definiti d'importazione poiché contratti all'estero, il sindaco Vito Leccese ha quindi firmato un'ordinanza che disciplina una campagna di prevenzione su tutto il territorio cittadino. L'obiettivo primario, come si legge in una nota del Comune, è quello di "ridurre la densità dei vettori" e, di conseguenza, prevenire la potenziale trasmissione delle cosiddette Arbovirosi. La normativa, che si rende necessaria poiché negli ambienti urbani la presenza di numerosi ristagni d'acqua favorisce in modo significativo la proliferazione dell'insetto, impone una serie di azioni mirate all'eradicazione della zanzara tigre.
Il monitoraggio ambientale della Asl
Parallelamente all'atto amministrativo, le autorità sanitarie hanno avviato un'attività di monitoraggio ambientale nelle aree limitrofe alle abitazioni dei due contagiati. Il servizio veterinario di igiene urbana ha posizionato delle apposite trappole per la cattura degli insetti, le quali sono state successivamente rimosse e inviate all'Istituto Zooprofilattico Sperimentale di Foggia. Le analisi di laboratorio che verranno effettuate sono finalizzate a ricercare la presenza dell'agente patogeno all'interno degli esemplari catturati, un passaggio cruciale per valutare il reale rischio di una diffusione autoctona del virus.
La vulnerabilità del territorio
La situazione evidenzia, al di là dei singoli episodi, una vulnerabilità strutturale degli spazi urbani, i quali, a causa della vasta disponibilità di piccoli e grandi raccolte d'acqua, si configurano come ambienti ideali per l'infestazione da parte della zanzara tigre. Questo insetto, noto per la sua adattabilità e aggressività, rappresenta infatti il principale vettore per malattie virali come la Chikungunya, il cui ciclo potrebbe innescarsi localmente qualora una zanzara pungesse una persona infetta e poi ne contagiasse altre. Le misure disposte dall'ordinanza, che coinvolgono sia la pubblica amministrazione che i privati cittadini, mirano proprio a interrompere questo potenziale ciclo, agendo sulla riduzione dei focolai larvali.




