Spotify, dopo anni di attesa, introduce l'audio lossless per i Premium
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Redazione Scienza e Tecnologia
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Dopo anni di promesse non mantenute e annunci rimandati, Spotify ha ufficialmente avviato il rollout della riproduzione in qualità lossless per i suoi abbonati Premium. La funzione, il cui sviluppo era stato preannunciato già nel 2021 e a lungo testata in ambienti controllati, segna un punto di svolta per il colosso svedese dello streaming, il quale, pur essendo il leader di mercato, aveva accumulato un ritardo imbarazzante rispetto a concorrenti affermati come Apple Music, Amazon Music e Tidal, che da tempo offrono l’alta fedeltà.
Gustav Gyllenhammar, Vice President Subscriptions di Spotify, ha dichiarato che «l'attesa è finalmente finita», sottolineando come l'azienda si sia presa il tempo necessario per sviluppare una funzionalità che ponesse al centro «qualità, facilità d'uso e chiarezza in ogni fase». L’implementazione, che avviene attraverso il codec FLAC con una risoluzione fino a 24-bit e 44,1 kHz, garantisce una riproduzione fedele al master originale, senza alcuna perdita di dati durante la compressione digitale, un aspetto fondamentale per gli audiofili più esigenti.
L’attivazione della nuova modalità, la cui disponibilità è per il momento limitata a mercati selezionati ma il cui arrivo in Italia è imminente, richiede un intervento manuale da parte dell’utente all’interno delle impostazioni dell’applicazione, nella sezione dedicata alla “Qualità dei media”. È tuttavia doveroso precisare che, per trarre il massimo vantaggio da questa innovazione, sono necessari dispositivi di riproduzione all’altezza: smartphone e computer recenti, oltre a cuffie o impianti stereo di qualità collegati preferibilmente via cavo, poiché la tecnologia Bluetooth attuale non è ancora in grado di supportare appieno il flusso dati dell’alta definizione audio senza incorrere in compressioni.




