Google rinnova le icone di Workspace, addio ai loghi tutti uguali: si cambia con il “gradiente” e forme distinte
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Redazione Scienza e Tecnologia
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Il colosso di Mountain View sta per mettere mano, e in maniera piuttosto decisa, all’aspetto visivo delle applicazioni che milioni di utenti aprono ogni giorno (spesso senza nemmeno pensarci troppo) per lavorare, studiare o gestire la propria posta elettronica. Secondo quanto emerso da indiscrezioni raccolte dalla testata specializzata 9to5Google e riprese da varie fonti, Google ha in cantiere un restyling radicale delle icone dell’intera suite Google Workspace: un intervento che, a ben vedere, non punta solo a un aggiornamento estetico fine a se stesso, ma intende risolvere quel problema di riconoscibilità visiva che, lo si dica con franchezza, affliggeva l’attuale generazione di questi simboli. La critica mossa dagli utenti era sempre la stessa, replicata all’infinito nei forum e sui social, ovvero che Gmail, Drive, Calendar e Meet si assomigliavano tutte troppo, condividendo pedissequamente gli stessi quattro colori aziendali (il rosso, il giallo, il verde e il blu) in proporzioni talvolta quasi identiche, rendendo così difficile – se non noioso – orientarsi a colpo d’occhio tra un’app e l’altra.
L’abbandono del rigido schema a quattro colori
La novità più rilevante di questo redesign, che si inserisce perfettamente nel nuovo linguaggio di design “Material 3 Expressive” portato da Android 16 QPR1, risiede proprio nell’abbandono di quella vecchia regola non scritta che imponeva l’uso di tutti e quattro i colori del logo Google all’interno di ogni singola icona del pacchetto produttività. Un vincolo, questo, che aveva appiattito ogni differenza, rendendo le icone una sorta di “fratelli gemelli” stilistici. Ora, invece, ogni servizio sta per ricevere una tinta dominante ben precisa, come se ogni applicazione rivendicasse la propria individualità: Gmail, tanto per fare un esempio lampante, tornerà a essere prevalentemente rosso (pur conservando lievi tracce degli altri tre colori), mentre Drive abbandonerà completamente il rosso per concentrarsi su una combinazione di verde, giallo e blu, quasi a voler simboleggiare i tre servizi di editing che lo compongono. E non è solo una questione cromatica, badate bene, perché le forme stesse subiranno mutazioni sostanziali per facilitare il riconoscimento immediato anche da parte dell’utente più distratto.
Un’estetica a gradiente per segnalare l’era dell’IA
Parallelamente a questa operazione di “differenziazione forzata” tra le app, il team di sviluppo sta introducendo un elemento estetico che ormai abbiamo imparato a conoscere bene: l’effetto sfumato, o “gradiente”. Lo stesso stile cromatico fluido che abbiamo già visto applicato mesi fa su icone come quella di Google Foto, Maps e, cosa che forse assume un peso maggiore, sull’assistente Gemini. Questa scelta, lungi dall’essere un vezzo artistico, sembra voler funzionare come un segnale visivo che accompagna l’integrazione sempre più pervasiva dell’intelligenza artificiale all’interno dei flussi di lavoro di Google Workspace. In sostanza, quando un utente guarderà il nuovo logo di Gmail o di Meet (che, con suo grande stupore, vedrà prevalere il giallo sulla videocamera), noterà quella patina “liquida” e cangiante che ormai funge da marchio di fabbrica per i servizi “potenziati” dall’AI. Non si tratta di un dettaglio secondario, considerando che Google sta spingendo fortemente l’acceleratore su funzionalità come “Help me write” o la generazione di immagini nei documenti.
Dettaglio delle modifiche: da Calendar a Meet
Entrando nel merito delle singole modifiche, alcune di queste sono piuttosto drastiche e colpiranno l’occhio anche degli utenti meno attenti alle mode digitali. Google Calendar, ad esempio, compie un vero e proprio salto temporale nel suo design: abbandona il contenitore esterno con i quattro colori per tornare a un look “skeumorfico”, ispirato cioè ai vecchi calendari a strappo che si appendevano alle pareti degli uffici, vestito di un classico blu che richiama le versioni più datate dell’app. Altrettanto radicale è il cambiamento per Sheets (Fogli) e Slides (Presentazioni), che ruoteranno la loro icona in orientamento orizzontale, per meglio rispecchiare la forma effettiva dei file che generano; una scelta, questa, che rifugge l’astrazione per abbracciare una rappresentazione più realistica e funzionale. Google Meet, come accennato, punta tutto sul giallo, mentre Chat si presenta con una bolla verde (a forma di pillola) che molti hanno già letto come un chiaro riferimento nostalgico alla defunta piattaforma Hangouts. Ogni elemento, insomma, è stato studiato per rompere la simmetria perfetta che rendeva il vecchio dock delle app un labirinto di simboli identici.




