Alfa Romeo festeggia 75 anni di trazione integrale, dalla “Matta” alle Q4
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Redazione Scienza e Tecnologia
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Partiva nel 1951, con un veicolo pensato per l’esercito e soprannominato “Matta”, un’avventura tecnica che oggi, settantacinque anni dopo, Alfa Romeo celebra guardando a una gamma in cui un quarto delle vendite globali, per la precisione il 26% nel 2025, è rappresentato proprio da vetture a quattro ruote motrici. Quella trazione integrale che debuttò con la 1900M, un fuoristrada leggero costruito in poco più di duemila esemplari tra versioni militari AR/51 e civili AR/52, non era allora – e non è oggi – un semplice espediente per affrontare lo sterrato, bensì un tassello fondamentale della dinamica di guida del Biscione. La “Matta”, con il suo motore bialbero derivato dalla berlina 1900 e raffinatezze come gli ammortizzatori Houdaille di derivazione Formula 1, rappresentò un primo, coraggioso tentativo di coniugare la motricità integrale con la sportività, un tratto che il marchio non avrebbe più abbandonato.
Dagli anni Ottanta alla sistematizzazione del concetto Q4
Dopo un lungo periodo di latenza, la tecnologia tornò prepotentemente d'attualità negli anni Ottanta, quando il mercato cominciò a guardare con interesse alle sportive a quattro ruote motrici. Fu così che nel 1984 esordì l’Alfa 33 4x4, dapprima nella versione Giardinetta e poi sulla berlina, un modello che introduceva una gestione più moderna della trazione grazie a un giunto elettromagnetico. Ma la svolta lessicale e tecnica arrivò nel 1992, quando la denominazione Q4 fece la sua comparsa ufficiale, applicata a modelli del calibro di 33, 155 e 164. La 155 Q4, in particolare, divenne l’icona di questa filosofia: la sua impostazione tecnica, che le permetteva di scaricare a terra i cavalli del motore turbo, la portò al dominio nel Campionato Italiano Superturismo e, l’anno successivo, nel campionato tedesco DTM, dimostrando sul campo come la trazione integrale potesse essere un’arma vincente anche in pista e non solo un ausilio per la sicurezza.
Due anime per una stessa filosofia: l’evoluzione meccanica ed elettrica
Oggi, il sistema Q4 si declina in due architetture profondamente diverse, seppure accomunate dall'obiettivo di offrire il massimo controllo senza mortificare il piacere di guida. Da un lato troviamo la soluzione più tradizionale, riservata a Giulia e Stelvio nelle loro configurazioni a motore termico: qui la trazione integrale è di tipo meccanico, con una scatola di rinvio attiva (Active Transfer Case) e una frizione a controllo elettronico che, in condizioni normali, privilegia l’asse posteriore per mantenere l’indole sportiva della vettura, trasferendo coppia all’avantreno solo quando la perdita di aderenza lo richiede. Dall’altro lato, invece, la tecnologia ibrida di ultima generazione ha permesso un’evoluzione radicale su modelli come la Junior Ibrida Q4 e la Tonale Plug-in Hybrid: in questo caso non esiste alcun collegamento meccanico tra i due assi. È il motore termico a muovere le ruote anteriori, mentre un motore elettrico dedicato, posizionato al retrotreno, interviene istantaneamente per garantire la trazione integrale, una soluzione che riduce pesi e attriti, migliorando al contempo l’efficienza.
L’intelligenza artificiale al servizio della motricità: la Power Looping Technology
Il fiore all’occhiello di questa nuova generazione di sistemi integrati è senza dubbio la Power Looping Technology, debuttata sulla Junior Ibrida Q4. Questa tecnologia, che rappresenta un unico nel segmento delle compatte premium, garantisce la trazione integrale anche quando la batteria del sistema ibrido a 48 Volt è quasi scarica; in quella specifica condizione, il motore elettrico anteriore, integrato nel cambio a doppia frizione, funge da generatore e alimenta direttamente il motore posteriore, assicurando così la motricità continua. Il sistema, integrato con il selettore DNA, gestisce in modo automatico e predittivo la distribuzione della coppia: in modalità Dynamic, ad esempio, la trazione integrale è costante fino a 40 km/h per garantire la massima reattività in uscita di curva, mentre in modalità Natural o Advanced Efficiency si predilige la trazione anteriore per risparmiare energia, pronta però a richiedere l’intervento del motore posteriore in caso di necessità.
I numeri, del resto, certificano il successo di questa strategia: se Stelvio arriva a toccare il 90% di versioni Q4 vendute, a testimonianza di quanto il mercato dei SUV lussuosi premi la trazione integrale, anche Giulia si attesta su un ragguardevole 52%, mentre Tonale e Junior contribuiscono a diffondere la tecnologia rispettivamente con il 28% e il 6% delle loro vendite, numeri destinati a consolidare la presenza del Biscione su strada con vetture che portano in dote settantacinque anni di storia e innovazione.




