Alfa Romeo, dalla "Matta" del 1951 ai Q4 di oggi: settantacinque anni di trazione integrale

Articolo Precedente

precedente
Articolo Successivo

successivo

Redazione Scienza e Tecnologia Redazione Scienza e Tecnologia   -   Correva l'anno 1951 quando Alfa Romeo, con la 1900M soprannominata "Matta", gettava il primo seme di quella che sarebbe diventata una lunga storia tecnica. Da quel veicolo militare, nato su specifiche del Ministero della Difesa e costruito in circa duemila esemplari per l’esercito più centocinquanta della versione civile AR52, il Biscione iniziava la sua avventura nel mondo della trazione integrale. Una storia fatta di innovazioni e di applicazioni che dalla ghiaia e dal fango degli sterrati sono progressivamente approdate all’asfalto e alle competizioni, fino ai moderni sistemi Q4 che equipaggiano la gamma attuale, da Giulia e Stelvio fino alla più recente Junior.

L’evoluzione di una tecnologia, dal differenziale alla gestione elettronica della coppia

Nei decenni il concetto stesso di quattro ruote motrici si è profondamente trasformato. Negli anni Ottanta arriva la 33 4x4, antesignana di soluzioni che avrebbero portato, sul finire del decennio successivo, alla comparsa della sigla Q4 su modelli come la 155 e la 164; vetture, queste ultime, che hanno scritto pagine importanti anche in pista, con la 155 V6 TI capace di vincere il campionato italiano Superturismo nel 1992 e il Titolo nel campionato tedesco DTM l’anno seguente. Con l’avvento dell’elettrificazione, la svolta è stata radicale: se un tempo si parlava di collegamenti meccanici, alberi di trasmissione e differenziali, oggi la trazione integrale assume forme inedite. La meccanica lascia spazio all’elettronica e ai motori elettrici, passando da un 4x4 "fisico" a uno "virtuale", capace di gestire la coppia in millisecondi e di adattarsi con continuità alle condizioni del fondo e allo stile di guida.

Le due anime del Q4 contemporaneo: meccanica per Giulia e Stelvio, elettrica per Tonale e Junior

La gamma Alfa Romeo del 2026 presenta due declinazioni differenti della trazione integrale, pensate per architetture e filosofie progettuali diverse. Sull’asse portante costituito da Giulia e Stelvio troviamo il sistema Q4 a prevalenza posteriore; in condizioni normali la coppia viene inviata prevalentemente al retrotreno, per poi essere trasferita all’avantreno in modo istantaneo attraverso una Active Transfer Case, una scatola di rinvio attiva che interviene quando le condizioni di aderenza o la richiesta di potenza lo richiedono. Una soluzione che mantiene intatte le sensazioni di guida tipiche del Biscione, privilegiando il piacere di guida senza rinunciare alla sicurezza. Parallelamente, su Tonale e Junior la trazione integrale Q4 è affidata a un motore elettrico posizionato sull’asse posteriore, privo di qualsiasi collegamento meccanico con l’avantreno; il propulsore termico, o l’eventuale motore elettrico anteriore, si occupano delle ruote davanti, mentre quello posteriore interviene quando serve, in un’orchestrazione affidata interamente alla centralina elettronica.

I numeri di un successo che parla di dinamismo e scelte di mercato

La trazione integrale, a distanza di settantacinque anni da quel primo esperimento fuoristradistico, non rappresenta più soltanto una soluzione per affrontare fondi difficili o condizioni meteorologiche avverse; è divenuta un elemento centrale nella strategia del marchio e, come testimoniano i dati di vendita, una scelta apprezzata da una fetta significativa della clientela. Nel corso del 2025, le versioni Q4 hanno rappresentato il 26 per cento delle vendite globali di Alfa Romeo, un dato che sale in modo impressionante su alcuni modelli specifici. Se si guarda allo Stelvio, la percentuale di acquirenti che optano per la trazione integrale sfiora il 90 per cento, mentre sulla Giulia si attesta intorno al 52 per cento; per Tonale si parla del 28 per cento, e per Junior, entrata in commercio solo nel corso dell’anno scorso, si registra un 6 per cento, un valore destinato verosimilmente a crescere man mano che il modello si consoliderà sul mercato.

La tecnologia al servizio della sportività, tra ibrido e soluzioni inedite

Nel dettaglio, le soluzioni adottate sulle ultime arrivate in casa Alfa Romeo mostrano quanto la tecnica si sia evoluta. Sulla Junior Ibrida Q4, il sistema utilizza un motore 1.2 turbo da 136 cavalli affiancato da due propulsori elettrici, per una potenza complessiva di 145 cavalli; la particolarità risiede nella cosiddetta "Power Looping Technology", un accorgimento che consente di mantenere attiva la trazione posteriore anche quando la batteria è scarica, utilizzando il motore elettrico anteriore come generatore per alimentare quello posteriore. La Tonale Ibrida Plug-in Q4, invece, sviluppa una potenza combinata di 270 cavalli, con il motore termico dedicato all’asse anteriore e quello elettrico al posteriore, garantendo un’autonomia in elettrico superiore agli ottanta chilometri e la possibilità di viaggiare a trazione integrale senza soluzione di continuità, grazie all’intervento istantaneo del motore posteriore ogni volta che serve. Una varietà di soluzioni che dimostra come, per Alfa Romeo, la trazione integrale sia ormai un elemento trasversale, capace di interpretare le esigenze di sportività, sicurezza e piacere di guida attraverso tecnologie profondamente diverse ma accomunate dalla stessa filosofia di fondo.

Puoi condividere questo articolo o riprenderne i contenuti, anche parzialmente, citando la fonte con link attivo a informazione.news, il portale online di notizie e approfondimenti.