Gli astronomi catturano l'onda d'urto di una supernova, che ha la forma di un'oliva
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Redazione Scienza e Tecnologia
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Per la prima volta nella storia dell'osservazione del cosmo, gli astronomi sono riusciti a immortalare il fugace, violentissimo momento in cui l'onda d'urto di una supernova irrompe attraverso la superficie della stella morente. Questo fenomeno, teoricamente previsto ma mai catturato prima d'ora con tale precisione, è stato colto nel suo dispiegarsi, offrendo una visione senza precedenti sui primi, cataclismatici istanti che segnano la morte di un astro. L'evento, catalogato come Sn 2024ggi, ha avuto origine in una galassia relativamente vicina, la Ngc 3621, distante approssimativamente ventidue milioni di anni luce dalla Terra, un dato che, se da un lato appare siderale per le nostre percezioni, in ambito astronomico costituisce una prossimità che ha reso possibile l'osservazione dettagliata.
Uno sguardo nell'istante zero dell'esplosione
La rilevazione, che si deve agli strumenti del Very Large Telescope dell'European Southern Observatory, ha permesso di analizzare la fase cosiddetta di "shock breakout", ovvero l'attimo esatto in cui l'esplosione, propagandosi dal nucleo verso l'esterno, sfonda gli strati superficiali della stella. Ciò che ha lasciato sorpresi i ricercatori, i quali hanno potuto contare su osservazioni iniziate a sole ventisei ore dall'esplosione, non è stata soltanto la tempestività del rilevamento, bensì la geometria inaspettata che l'esplosione stessa ha rivelato. La tecnica della spettropolarimetria, applicata con grande perizia, ha svelato una configurazione che si discosta in maniera significativa dai modelli finora accettati, indicando una complessità morfologica superiore a quanto si potesse immaginare.
La forma inattesa che riscrive i modelli teorici
La rappresentazione artistica, basata sui dati scientifici raccolti, mostra una forma che ricorda quella di un'oliva, un profilo allungato e asimmetrico che contraddice l'idea di un'esplosione perfettamente sferica. Questa evidenza, ottenuta studiando una stella supergigante rossa nel suo ultimo, drammatico respiro, costringe a rivedere le teorie sulla dinamica delle esplosioni stellari. La struttura asimmetrica, infatti, suggerisce che i processi interni che guidano la fine di una stella di tali dimensioni siano influenzati da fattori ancora non del tutto compresi, i quali, a loro volta, determinano la distribuzione della materia e dell'energia liberate nell'universo.
Il metodo rivoluzionario che ha reso possibile la scoperta
La spettropolarimetria si è rivelata lo strumento chiave per questa scoperta epocale, poiché permette di misurare non solo la luce emessa dall'oggetto celeste, ma anche la sua polarizzazione. È proprio l'analisi della polarizzazione della luce a fornire indizi fondamentali sulla forma geometrica e sull'orientamento dell'oggetto osservato, dato che i fotoni, interagendo con il materiale circumstellare, rivelano la struttura tridimensionale dell'esplosione. Senza questa tecnica d'avanguardia, la reale configurazione della supernova Sn 2024ggi sarebbe rimasta nascosta, confinata nel regno delle ipotesi, mentre oggi fornisce un punto di osservazione concreto su un evento di una violenza inimmaginabile, la cui comprensione apre nuove strade all'astrofisica.




