Lautaro fuori un mese, l'Inter e la Serie A fanno i conti con il virus Champions

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Redazione Sport Redazione Sport   -   Quattro squadre italiane in campo, quattro sconfitte, cinque infortuni e un conto che rischia di pesare in modo determinante sull'esito del campionato. Il turno di Champions League appena archiviato ha lasciato un'eredità pesantissima sui club di Serie A, non tanto per i risultati negativi in sé, quanto per le condizioni fisiche dei giocatori che ne sono usciti malconci.

Il caso più eclatante riguarda l'Inter e il suo capitano Lautaro Martinez, costretto a fermarsi per un risentimento muscolare ai flessori della coscia sinistra rimediato durante la partita persa contro il Club Brugge a San Siro.

L'esito degli esami e i tempi di recupero

Gli accertamenti clinici e strumentali a cui l'attaccante argentino si è sottoposto nella giornata di giovedì presso l'Istituto Humanitas di Rozzano hanno confermato la natura del problema. Il bollettino ufficiale diffuso dal club nerazzurro parla di un «risentimento muscolare ai flessori della coscia sinistra», una diagnosi che impone cautela e tempi di recupero non brevi. Le stime indicano uno stop di circa un mese, con rientro previsto dopo la sosta per le nazionali in programma a novembre.

In sostanza, Lautaro salterà sette partite tra campionato e coppe europee, compreso il derby contro il Milan in calendario il 31 ottobre. Un'assenza che pesa come un macigno per Cristian Chivu, chiamato a ridisegnare il reparto offensivo nel momento più intenso della stagione.

Le partite che l'Inter dovrà affrontare senza il suo capitano

Il calendario non concede tregua. Senza Lautaro, l'Inter dovrà fare i conti con la trasferta di Bologna, il doppio impegno europeo contro Shakhtar Donetsk e Feyenoord, le sfide di campionato con Fiorentina e Venezia, il derby con il Milan e la gara con il Como. Si tratta di un filotto che mette a dura prova la profondità della rosa nerazzurra e le capacità di gestione del tecnico.

In attacco, le alternative non mancano: Marcus Thuram, Ange-Yoan Bonny e Francesco Pio Esposito rappresentano le opzioni a disposizione per sopperire all'assenza del capitano, anche se nessuno di loro possiede le stesse caratteristiche del numero dieci argentino.

Non solo l'Inter: gli altri fronti caldi della Serie A

Il problema però non riguarda soltanto i nerazzurri. La Roma dovrà fare a meno di Manu Koné, vittima di una sospetta lesione al flessore della coscia destra durante la sfida contro il Real Madrid: anche per il centrocampista francese si attende il responso definitivo, ma il rientro è ipotizzabile solo dopo la prossima sosta. Il Napoli perde David Neres per una lesione di basso grado al muscolo semimembranoso della coscia destra, con un'assenza stimata in tre settimane.

Il Como dovrà invece rinunciare ad Assane Diao, infortunatosi alla coscia sinistra dopo aver segnato nel corso della trasferta di Rotterdam: le sensazioni non lasciano presagire nulla di buono e per lui si attendono ulteriori valutazioni. A completare il quadro, la situazione di Paulo Dybala alla Roma, uscito anzitempo contro il Real Madrid per un affaticamento che con ogni probabilità non gli permetterà di essere rischiato contro il Genoa.

Un calendario che amplifica l'emergenza

La concomitanza di questi infortuni assume un peso specifico ancora maggiore se si considera il calendario delle prossime settimane. Da qui alla sosta di novembre sono previsti cinque scontri diretti che potrebbero incidere in modo significativo sulla classifica: Napoli-Roma, Milan-Inter, Juventus-Napoli, Inter-Como e Napoli-Lazio. Si tratta di partite che, in condizioni normali, richiederebbero la migliore formazione possibile. Affrontarle con organici rimaneggiati rischia di alterare gli equilibri di una corsa scudetto che, finora, si è mantenuta estremamente equilibrata.

L'Inter, in particolare, si trova a dover gestire un doppio fronte senza il suo terminale offensivo di riferimento, in un momento in cui ogni punto pesa in modo decisivo.

Le alternative per Chivu e le incognite del recupero

Il tecnico nerazzurro dovrà ora distribuire minutaggio e responsabilità tra gli altri componenti del reparto avanzato, cercando di mantenere alta la competitività della squadra. La gestione del recupero di Lautaro sarà altrettanto delicata: l'imperativo è restituirlo alla squadra in condizioni ottimali, evitando ricadute che potrebbero compromettere l'intera stagione. Il monitoraggio proseguirà quotidianamente, con l'obiettivo di riportarlo in campo nella trasferta di Bergamo contro l'Atalanta, in programma il 22 novembre, o quantomeno nella successiva sfida europea contro lo Stoccarda.

Nel frattempo, l'Inter è chiamata a stringere i denti e a trovare soluzioni interne per non perdere terreno in una corsa che si annuncia sempre più complessa.

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