Meloni commossa al Meeting di Rimini, standing ovation e un discorso a tutto campo
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Redazione Interno
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Un lungo e fragoroso applauso, culminato in uno standing ovation, ha accolto la presidente del Consiglio Giorgia Meloni al Meeting di Rimini, nella sua prima partecipazione alla kermesse di Comunione e Liberazione dall’insediamento a Palazzo Chigi. Un’accoglienza che ha visibilmente commosso la premier, la quale – dopo aver ringraziato per quella che ha definito una “accoglienza commovente” – ha tenuto un discorso ampio e articolato toccando alcuni dei dossier più caldi della politica nazionale e internazionale.
In ambito internazionale, Meloni ha alzato la voce sulla questione israeliana, difendendo le ragioni di Israele, e ha trovato un punto di convergenza con le recenti e dure parole di Mario Draghi sull’Unione Europea, da lui definita a rischio “irrilevanza” se non saprà dotarsi di una politica estera comune. Sulla guerra in Ucraina, la presidente ha invece intravisto “spiragli di pace”, ribadendo con forza la proposta italiana di un “articolo 5” esteso a Kiev, garanzia di sicurezza collettiva.
Sul fronte interno, l’intervento è stato un susseguirsi di annunci che delineano la rotta del governo per i prossimi mesi. Meloni ha confermato, senza mezzi termini, l’impegno per la riforma della giustizia e l’introduzione del premierato, due pilastri del suo programma istituzionale. A queste ha aggiunto l’annuncio di un imminente e ambizioso “piano casa”, misura attesa per rilanciare il settore edilizio e rispondere alla crisi abitativa.




