Attacco Houthi nel Bab el-Mandeb, vittime tra i membri dell'equipaggio della nave Tihamah

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Redazione Esteri Redazione Esteri   -   Un attacco missilistico condotto dagli Houthi yemeniti nello Stretto di Bab el-Mandeb ha provocato vittime tra i membri dell'equipaggio di una nave mercantile, segnando un'impennata della tensione sulle rotte commerciali già messe in ginocchio dal conflitto in Medio Oriente. La notizia, diffusa inizialmente con un bilancio provvisorio di tre decessi, è stata poi aggiornata dalle autorità yemenite, che hanno confermato la morte di quattro marinai a bordo della Tihamah, una nave cargo battente bandiera tanzaniana e di proprietà egiziana.

Le vittime, secondo quanto reso noto dal Ministero dei Trasporti dello Yemen, sono tre cittadini pakistani e un marinaio di nazionalità indonesiana, mentre il numero dei feriti è stato quantificato in quattro membri dell'equipaggio. L'attacco rappresenta il primo episodio con vittime accertate a bordo di una nave da quando il conflitto su larga scala è esploso alla fine di febbraio, in seguito alle azioni militari di Stati Uniti e Israele contro l'Iran.

La dinamica dell'attacco e le prime reazioni

La dinamica dell'aggressione, ricostruita attraverso le dichiarazioni di fonti della guardia costiera yemenita e di funzionari militari, dipinge un quadro di violenza inaudita. La Tihamah, che stava trasportando generi alimentari, è stata colpita da tre missili balistici mentre si trovava nelle acque dello Stretto, un passaggio strategico che collega il Mar Rosso al Golfo di Aden.

L'impatto dei proiettili ha innescato un incendio a bordo, causando danni allo scafo e rendendo la nave incontrollabile, tanto che l'equipaggio ha perso il governo del mezzo, richiedendo l'intervento dei soccorsi. Mentre le squadre di soccorso tentavano di raggiungere il mercantile per prestare assistenza e mettere in salvo i feriti, un ulteriore missile è stato lanciato contro di loro, un'azione che ha provocato il ferimento di un soccorritore yemenita e che ha reso ancora più complesse le operazioni di evacuazione.

La società di sicurezza marittima britannica Vanguard ha confermato che le forze yemenite, una volta giunte sul posto, sono state prese di mira, subendo perdite che hanno portato il conto finale delle vittime, includendo anche due militari della 2ª Brigata Navale, a salire a sei, secondo fonti della guardia costiera. Il governo yemenita, riconosciuto a livello internazionale e schierato contro gli insorti, non ha tardato a puntare il dito contro il movimento Ansar Allah, noto come Houthi, accusandolo apertamente di essere il responsabile dell'attacco.

Il contesto: l'escalation nel Mar Rosso e lo stallo di Hormuz

Questo attacco, che arriva a poche settimane di distanza dal blocco navale dichiarato dagli Houthi contro l'Arabia Saudita nel Mar Rosso il 20 luglio, rappresenta un netto peggioramento della sicurezza marittima nella regione. Il movimento yemenita, allineato con l'Iran, aveva già minacciato le rotte commerciali in risposta a quelle che definisce come azioni di blocco da parte di Riyadh, un'accusa che l'Arabia Saudita ha sempre respinto.

Di fatto, il traffico navale attraverso lo Stretto di Bab el-Mandeb ha subito un crollo verticale: nell'ultima settimana si è registrata una media di 32 navi al giorno, un numero che si confronta con le 50 precedenti all'imposizione del blocco e che è più che dimezzato rispetto ai picchi di traffico degli anni precedenti. Le conseguenze si fanno sentire a livello globale, con le compagnie di navigazione costrette a ricalcolare le rotte, allungando i tempi di percorrenza e aumentando i costi assicurativi.

La situazione è ancora più drammatica nello Stretto di Hormuz, un altro cruciale punto di passaggio per il petrolio, dove il traffico è stato ridotto a una frazione del normale, passando da una media di 130-140 transiti giornalieri anteguerra a soli sei nella giornata di lunedì, a causa delle tensioni con Teheran.

Le conseguenze e le reazioni delle autorità yemenite

Le autorità yemenite hanno condannato l'attacco con estrema fermezza, definendolo come un atto di "aggressione regionale" che non solo colpisce gli interessi nazionali ma minaccia la stabilità dell'intera area. Il governo, che controlla parte del territorio yemenita, ha sottolineato come questa azione sia parte di una campagna sistematica da parte degli Houthi per colpire le infrastrutture civili e le navi commerciali, utilizzando il popolo yemenita come scudo per i propri disegni politici.

In una dichiarazione ufficiale, il governo ha ribadito che lo Yemen non diventerà una piattaforma per il progetto iraniano di destabilizzazione della regione e ha lanciato un appello alla comunità internazionale affinché passi dalle parole ai fatti, adottando misure concrete per fermare il flusso di armi e finanziamenti verso la milizia.

La richiesta è quella di non limitarsi a condanne formali, ma di agire per ripristinare il controllo dello Stato sul proprio territorio e garantire la libertà di navigazione, un principio fondamentale per l'economia globale che in questo quadrante del mondo è stato brutalmente calpestato.

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