Torino, esonero Vagnati: Petrachi riprende il timone della società granata
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Redazione Sport
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Una svolta dirigenziale, annunciata senza preavviso, ha ridisegnato i vertici tecnici del Torino, con il presidente Urbano Cairo che ha deciso di sollevare dall'incarico Davide Vagnati, affidando nuovamente le redini del settore sportivo a Gianluca Petrachi. L’operazione, che riporta al club un volto profondamente legato alla sua storia recente, non è stata motivata ufficialmente, ma le dinamiche del mercato, dove alcune cessioni hanno fruttato cifre considerevoli mentre gli acquisti non hanno sempre sortito l'effetto sperato, sembrano aver indirizzato la scelta. Petrachi, il quale aveva già guidato l'area tecnica del Toro per un decennio, dal 2009 al 2019, si è presentato al centro di allenamento del Filadelfia dichiarandosi "carico", dopo un primo confronto con Cairo e con l'allenatore Marco Baroni, a sottolineare l'immediatezza del suo reinserimento in un contesto che conosce bene.
Il bilancio di mercato e la scelta strategica
La gestione di Vagnati, che pure ha registrato operazioni di vendita di rilievo, viene valutata come non completamente all'altezza delle aspettative sotto il profilo della scoperta di talenti a basso costo, elemento sul quale il club fonda parte della sua strategia. Tra le cessioni più onerose figurano quella di Bremer alla Juventus, che ha portato nelle casse granata quasi quarantasette milioni di euro, e quelle più recenti di Alessandro Buongiorno al Napoli e di Samuele Ricci al Milan, quest'ultima valutata ventitré milioni e classificata come la terza più ricca della gestione. Proprio Ricci, del resto, è assurto recentemente a volto della copertina di una rivista di tendenza, a testimonianza di un potenziale mediatico che accompagna quello calcistico. L’attenzione del presidente, stando a quanto trapela, si è concentrata sulla necessità di una maggiore intuizione nelle politiche di acquisto, un aspetto in cui Vagnati non avrebbe pienamente centrato gli obiettivi, con alcuni investimenti, come quello per il difensore Schuurs – fermo da tempo per infortunio – che non hanno ancora restituito il valore atteso.
Il ritorno di un volto storico
Il richiamo a Petrachi rappresenta dunque una mossa precisa, volta a ripristinare un modello di lavoro collaudato, basato su una scouting capillare e su un mercato astuto, caratteristiche che avevano contraddistinto la sua precedente esperienza. La sua prima apparizione al Filadelfia, accanto al presidente durante la seduta di allenamento, e il successivo faccia a faccia con la guida tecnica della squadra, segnalano l'intenzione di un'immediata operatività, senza periodi di rodaggio. Si tratta di un cambio che, al di là delle valutazioni tecniche, mira anche a infondere una scossa nell'ambiente, proiettando il club verso la parte finale della stagione con una leadership rinnovata e un chiaro richiamo a metodi del passato, ritenuti forieri di successo.
Le reazioni e il nuovo corso
L’avvicendamento, sebbene repentino, non ha colto completamente di sorpresa gli addetti ai lavori, poiché le voci su un possibile cambio ai vertici dell'area sportiva circolavano da qualche tempo. La decisione di Cairo, che torna su un uomo di sua fiducia come Petrachi, delinea una continuità nella discontinuità, ossia il tentativo di correggere la rotta affidandosi a un professionista la cui filosofia è già nota all'interno dell'organizzazione. Il nuovo direttore sportivo, la cui carriera è stata segnata anche da vicende giudiziarie legate a fatti di cronaca nera – indagini dalle quali è emerso, in sede processuale, come fosse estraneo ai fatti – si appresta ora a gestire la complessa macchina del calciomercato, con l'obiettivo di costruire una squadra competitiva rispettando i parametri economici del club. La sua agenda, oltre al mercato estivo, dovrà inevitabilmente occuparsi anche della situazione contrattuale di vari elementi della rosa, in un momento di transizione che il Torino affronta con un ritorno al futuro.
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