Scandalo di corruzione in Puglia: i fratelli Pisicchio agli arresti domiciliari
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Redazione Interno
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I fratelli Pisicchio, una delle più importanti dinastie politiche della Puglia, sono stati posti agli arresti domiciliari per corruzione. Secondo l'ordinanza di custodia cautelare, avrebbero favorito società e imprenditori negli appalti e nei finanziamenti della Regione Puglia in cambio di denaro, favori e finanziamento illecito al loro movimento politico "Iniziativa democratica".
Il percorso politico di Giuseppe Pisicchio
Giuseppe Pisicchio, detto Pino, il più grande dei tre fratelli e del tutto estraneo alle indagini, ha avuto una carriera politica che ha attraversato sia la prima che la seconda repubblica. Eletto con la Dc nel 1987, è passato per Rinnovamento Italiano di Lamberto Dini, Api di Francesco Rutelli e Centro Democratico di Bruno Tabacci. La sua carriera è stata una navigazione tra alti e bassi, ma ha sempre mantenuto la barra al centro.
Le accuse ai fratelli Pisicchio
Le accuse ai fratelli Pisicchio sono pesanti. Secondo il gip, avrebbero mostrato un "incontenibile appetito di utilità" e una certa "spregiudicatezza nella commissione dei reati". Tra le prove a carico ci sono contanti per 156mila euro, assunzioni di figli e di potenziali elettori, ma anche pc e telefonini.
Le reazioni politiche
Le conseguenze politiche dello scandalo sono già iniziate. Giuseppe Conte ha annunciato l'uscita dei 5 stelle dalla giunta regionale della Puglia. La Schlein, "irritata", ha chiesto un cambio di fase al presidente. Dopo una serie di minacce, Conte ha preso la prima vera decisione ufficiale, rompendo gli indugi.




