Scandalo politico in Puglia: Pisicchio e la rete criminale
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Redazione Interno
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L'ex assessore pugliese della giunta Emiliano, Alfonso Pisicchio, è stato identificato come il capo di una complessa rete criminale. Questa organizzazione, composta da imprenditori, tecnici e politici, ha suscitato grande preoccupazione sociale. Le loro azioni hanno dimostrato un abuso sistematico del diritto, un mercimonio delle funzioni pubbliche piegate a vantaggio personale e privato, e una grande professionalità nel pianificare, organizzare e gestire il protocollo antigiuridico monitorato.
Le mani dei Pisicchio sul Comune
Francesco Catanese, dirigente del Comune di Bari, avrebbe giustificato la scelta di attribuire un punteggio maggiore all'offerta tecnica rispetto a quella economica nella gara per la riscossione dei tributi comunali. Le sue motivazioni erano perseguire il bene dell'ente comunale, assegnando un peso maggiore alla qualità del servizio, e voler mantenere una linea di continuità con i precedenti bandi di gara del settore.
Il sistema Pisicchio su voti e assunzioni
Nel luglio 2020, è stata trovata una lista con 13 nomi nella segreteria politica di Alfonso Pisicchio, l'ex assessore regionale che da due giorni è agli arresti domiciliari. Questo documento ha permesso di ricostruire l'ennesimo sistema che sarebbe stato messo in piedi da un politico barese per coltivare il suo elettorato. Dopo il "sistema Olivieri", nel quale si chiedeva aiuto ai clan, emerge ora il "sistema Pisicchio".




