Chiara Francini al Filming Italy Sardegna: «Le donne? Se dovessi rinascere, sceglierei di esserlo ancora»

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Redazione Cultura e Spettacolo Redazione Cultura e Spettacolo   -   «Il grande privilegio non è lavorare. È poter dire di no». È forse questa la frase che meglio riassume il modo in cui Chiara Francini guarda alla sua carriera. Ospite del Filming Italy Sardegna Festival, l’attrice e scrittrice parla di televisione, politica e scrittura, alternando riflessioni profonde a battute, senza perdere quella spontaneità che negli anni è diventata uno dei suoi tratti distintivi.

La complessità del femminile e il senso di colpa

La nona edizione del festival, ideato e diretto da Tiziana Rocca, ha visto la Francini tra le protagoniste della conferenza stampa di apertura tenutasi a Cagliari. Durante gli incontri con la stampa e il pubblico, l'artista ha affrontato il tema della condizione femminile con la consueta lucidità. «È più difficile essere donna. Spesso dobbiamo fare trenta per arrivare a tredici, ma nel momento in cui riusciamo a superare i maschi, loro possono soltanto ammirare le nostre straordinarie terga», ha dichiarato con schiettezza.

Francini ha poi approfondito il concetto di senso di colpa, una caratteristica che secondo lei le donne conoscono fin dal momento in cui vengono al mondo. «Non è una cosa necessariamente negativa», ha precisato, spiegando che gli errori e le cadute fanno parte del cammino verso la consapevolezza. «Sbagliare è nutriente, come dice mia madre: "Chi è bello sempre non è bello mai"», ha aggiunto, invitando il pubblico a considerare le imperfezioni come parte integrante della propria crescita personale. Se potesse rinascere, non avrebbe dubbi: «Rinascerei donna».

I riferimenti culturali e l'amore per Rossella O'Hara

Nel tracciare la mappa dei suoi riferimenti culturali, Chiara Francini ha citato figure che ne hanno segnato il percorso artistico e umano: Pippo Baudo, Franca Rame, Dario Fo e Oriana Fallaci. «O'Hara l'ho sempre amata proprio perché è imperfetta, non è buona ed è profondamente moderna», ha detto riferendosi alla protagonista di Via col vento, rivelando un aneddoto personale. La madre di Chiara sognava che nascesse una figlia simile a Melania e invece è arrivata una specie di Rossella, testarda e caparbia.

La madre, che avrebbe voluto chiamarla "Melania", si è ritrovata una figlia che assomiglia molto di più alla protagonista del film del suo cuore, testarda e caparbia.

Proprio parlando di televisione, l'attrice ha speso parole positive per Stefano De Martino, prossimo conduttore del Festival di Sanremo: «Mi sembra molto carino, un ragazzo fresco. Credo che sarebbe piaciuto anche a Pippo Baudo».

La politica come atto di generosità

Durante l'incontro, Chiara Francini non ha evitato di esprimere il suo pensiero sulla politica, che lei intende come un atto di generosità. «Non sopporto le ingiustizie, non sopporto la mancanza di spirito critico, non sopporto gli abusivi, non sopporto chi non è preparato a livello sia intellettuale che umano», ha dichiarato. Ha poi aggiunto: «La cosa che detesto di più della politica di oggi è la semplificazione autoritaria del pensiero, che fa sì che quasi ogni cosa venga ridotta a una sorta di tifoseria. Per me è questo il fascismo di oggi».

Per la scrittrice, la politica non significa solo votare e governare ma anche scegliere come stare al mondo, e dovrebbe essere molto vicina alla fede, intesa come atto di generosità verso gli altri.

La scrittura e l'importanza di dire no

Autrice di sette libri, Chiara Francini ha parlato del rapporto speciale con la scrittura, un mestiere che lei definisce come «un po' essere Dio, nel senso che sei tu ad avere l'onere e l'onore». Il suo ultimo romanzo, Le querce non fanno limoni, attraversa cinquant'anni di storia italiana, mentre un nuovo saggio è in arrivo per ottobre. «Io non scelgo il mezzo: scelgo il prodotto», ha spiegato, ribadendo il valore della libertà creativa contro la logica degli algoritmi e delle mode.

«Tutto quello che mi piace, e in questo senso il grande privilegio per me non è lavorare ma dire di no. Credo sia un grande atto di libertà».

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