Nuovo allarme alimentare, Consilia richiama un lotto di provolone senza lattosio per rischio listeria

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Redazione Salute Redazione Salute   -   L’allerta è scattata per un possibile rischio microbiologico, e il marchio Consilia, di concerto con le autorità sanitarie, ha quindi disposto il richiamo immediato di un lotto specifico del suo Provolone leggermente piccante senza lattosio, venduto in vaschette da 140 grammi. La misura, che si configura come puramente precauzionale, è stata ufficializzata nelle ultime ore e riguarda esclusivamente i formaggi a fette riconducibili al lotto di produzione numero 3040251, una sequenza che i consumatori sono invitati a verificare con attenzione sulla confezione in loro possesso. La ditta produttrice, Alimenta Spa, con stabilimento a Noventa di Piave, in provincia di Venezia, ha emesso il ritiro a causa di una “presunta presenza di Listeria monocytogenes”, un batterio particolarmente insidioso che, come noto, può provocare la listeriosi, una tossinfezione dalle conseguenze anche gravi, specialmente per i soggetti più vulnerabili. Il termine minimo di conservazione del prodotto interessato, che riporta il marchio identificativo dello stabilimento IT 05 337 UE, è fissato al 29 maggio 2026, e il codice EAN da controllare è lo 8000965015851.

I dettagli operativi del richiamo e cosa devono fare i consumatori

La procedura indicata per chi avesse già acquistato la confezione appartenente al lotto incriminato è chiara e tassativa: non si deve assolutamente consumare il formaggio, il quale va invece riportato al punto vendita dove era stato comprato. Gli esercenti, in questi casi, sono tenuti a procedere con il rimborso dell’importo speso o con la sostituzione del prodotto con un altro equivalente, garantendo così il diritto del consumatore. L’avviso, pubblicato sui canali ufficiali e diffuso attraverso le catene distributive, sottolinea come la decisione sia stata presa esclusivamente per tutelare la salute pubblica e ridurre al minimo qualsiasi evenienza legata alla contaminazione batterica, sebbene si parli di un rischio potenziale e non di casi di contaminazione accertati sul prodotto finito.

Le caratteristiche di un patogeno subdolo e i rischi per la salute

La *Listeria monocytogenes*, spiegano gli esperti in microbiologia alimentare, è un batterio ubiquitario, presente nell’ambiente e potenzialmente in molti alimenti crudi o poco cotti, e la sua particolarità risiede nella capacità di sopravvivere e moltiplicarsi anche alle temperature di refrigerazione domestica e industriale, fissate solitamente intorno ai 4 gradi centigradi. Questa caratteristica rende vano l’affidarsi alla sola conservazione in frigorifero per neutralizzarne il pericolo, spostando l’attenzione sulla necessità di rigorosi controlli nelle fasi di produzione e trasformazione. La listeriosi, infatti, può manifestarsi in forme molto diverse: in individui sani può causare sintomi gastrointestinali lievi o moderati, come diarrea, nausea e febbre, che si risolvono spesso nel giro di pochi giorni senza particolari conseguenze. Diverso, invece, è il discorso per le cosiddette categorie a rischio, che includono le donne in gravidanza, i neonati, gli anziani sopra i 65 anni e tutte le persone con un sistema immunitario compromesso da patologie o terapie. In questi soggetti l’infezione può assumere una forma invasiva e sistemica, penetrando la barriera intestinale e diffondendosi nel flusso sanguigno fino a raggiungere il sistema nervoso centrale, provocando meningiti, encefaliti o sepsi, complicazioni che possono rivelarsi letali.

L’importanza della tracciabilità e della filiera produttiva

L’episodio che vede coinvolta Alimenta Spa, realtà attiva nel settore lattiero-caseario e della distribuzione, riaccende i riflettori sui meccanismi di tracciabilità e autocontrollo che le aziende alimentari sono tenute a rispettare. Il sistema dei richiami, che si attiva proprio a fronte di un’anomalia riscontrata nelle analisi o in seguito a un controllo interno, rappresenta del resto il principale argine alla possibilità che prodotti potenzialmente pericolosi raggiungano le tavole. I formaggi a pasta filata come il provolone, sebbene non rientrino nella categoria dei latticini a pasta molle tradizionalmente più associati a questo tipo di contaminazione, non sono comunque immuni dal rischio, specialmente quando si tratta di prodotti pronti al consumo, affettati e confezionati. Gli alimenti coinvolti in passato in focolai epidemici di listeriosi includono, oltre ai latticini non pastorizzati, anche carni lavorate come wurstel e affettati, pesce affumicato e verdure crude, a dimostrazione di quanto ampio possa essere lo spettro del pericolo se le pratiche igieniche nelle fasi di lavorazione, confezionamento o conservazione vengono meno.

Description: Consilia richiama un lotto di provolone senza lattosio da 140g per possibile presenza di Listeria. Ecco il numero di lotto (3040251) e la data di scadenza da controllare.

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