Il conto salato della guerra nel Golfo e l'addio a Gloria Steinem, l'icona del femminismo che ha ispirato Meghan Markle
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Redazione Esteri
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La crisi in corso nel Golfo Persico, con il conflitto che ha coinvolto Stati Uniti, Israele e Iran, continua a far sentire i suoi effetti soprattutto sulle tasche dei cittadini e delle imprese, con i prezzi di benzina e gas che hanno toccato i massimi degli ultimi mesi, trainando l'inflazione e appesantendo i bilanci familiari.
Secondo un'analisi dell'Ufficio studi della Cgia di Mestre, nel 2026 famiglie e imprese italiane rischiano una stangata da quasi 29 miliardi di euro per l'aumento dei costi di carburanti, luce e gas, una cifra che evidenzia la vulnerabilità del sistema Italia alla volatilità delle quotazioni energetiche internazionali.
29 miliardi di euro di costi extra per il sistema Italia
La voce di spesa più pesante, secondo la Cgia, è rappresentata dai carburanti per autotrazione, con un aggravio complessivo stimato in 13,6 miliardi di euro, pari a un aumento del 20,4% rispetto al 2025, considerando che i prezzi medi alla pompa hanno già raggiunto quota 1,91 euro al litro per la benzina e 2,04 euro al litro per il diesel. A questi si aggiungono i rincari delle bollette, con un incremento di 10,2 miliardi per l'energia elettrica e di 5 miliardi per il gas naturale, quest'ultimo trainato da un aumento del prezzo del 71,6% rispetto allo scorso febbraio.
La regione più colpita da questi aumenti sarà la Lombardia, dove l'aggravio energetico complessivo è stimato in 5,4 miliardi di euro, seguita da Emilia-Romagna e Veneto.
L'impatto sulle esportazioni e il costo del credito
Le conseguenze economiche del conflitto non si limitano però ai soli rincari energetici, ma investono anche il commercio internazionale, come dimostra il crollo delle esportazioni italiane verso l'area del Medio Oriente, che nel solo mese di marzo si sono dimezzate (-52,5%), con una flessione del 63% verso i Paesi del Golfo, per un valore di quasi 1,6 miliardi di euro in meno nei primi due mesi di crisi.
Questo contesto di incertezza e tensione, che ha spinto l'inflazione al 3,2% a maggio, potrebbe indurre la Banca Centrale Europea a un nuovo rialzo dei tassi, con un costo del credito per le imprese italiane già salito al 3,49% a marzo 2026.
L'eredità di Gloria Steinem
In un panorama internazionale segnato da conflitti e crisi economiche, si è spenta a New York all'età di 92 anni Gloria Steinem, giornalista, scrittrice e attivista statunitense, simbolo indiscusso del femminismo mondiale e voce instancabile delle battaglie per i diritti delle donne. Co-fondatrice della rivista Ms.
Magazine e del National Women's Political Caucus, Steinem è stata una protagonista della cosiddetta "seconda ondata" femminista tra gli anni Sessanta e Settanta, contribuendo a conquiste storiche per le donne americane, dalla parità sul lavoro all'accesso al credito e all'istruzione. Nel 2013, il presidente Obama le ha conferito la Medal of Freedom, la più alta onorificenza civile degli Stati Uniti.
Il ricordo di Meghan Markle
A poche ore dall'annuncio della scomparsa, numerose sono state le testimonianze di cordoglio da parte di celebrità e figure pubbliche, tra cui spicca il messaggio della duchessa del Sussex, Meghan Markle, che ha voluto ricordare pubblicamente la sua "amica e mentore" con un post su Instagram.
La duchessa ha raccontato il legame personale che le univa a Steinem, definendola una presenza costante nella sua vita, capace di offrire consigli e prospettive straordinarie con "una tazza di tè e un'arguzia senza pari", e ha rivelato di indossare ancora con orgoglio il braccialetto che le aveva regalato, con incisa la frase "we are linked, not ranked".
"Celebrando la vita e l'eredità della mia amica e mentore, Gloria Steinem, e grata di sapere che nelle ultime settimane e giorni lei sapeva esattamente quanto fosse amata e ammirata", ha scritto Meghan Markle, condividendo con i suoi follower un ricordo intimo e personale dell'attivista.
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