Midterm Usa, Trump non esclude l'Insurrection Act e promette 5mila dollari a testa
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Redazione Esteri
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A un mese esatto dalle elezioni di metà mandato negli Stati Uniti, il presidente Donald Trump ha rilasciato un'intervista alla rivista Time nella quale ha rifiutato di escludere il ricorso all'Insurrection Act o la proclamazione di uno stato d'emergenza nazionale in concomitanza con il voto di novembre. «Non escludo né confermo nulla. Vedremo», ha dichiarato il presidente, precisando poi che l'Insurrection Act «non l'ho mai usato. Potrei usarlo. Molte persone pensano che dovrei farlo qualche volta».
La legge federale in questione consente al presidente di schierare l'esercito e la Guardia Nazionale per reprimere disordini civili, insurrezioni o ribellioni, ed è stata utilizzata l'ultima volta nel 1992 in risposta ai disordini di Los Angeles seguiti al caso Rodney King.
Il quadro politico a un mese dal voto
Le dichiarazioni del presidente arrivano in un momento in cui i repubblicani affrontano un clima elettorale complesso. Un sondaggio del New York Times e del Siena College rileva che i candidati democratici sono competitivi in Texas, Alaska, Ohio, Iowa e Kansas, tutti Stati conquistati da Trump alle presidenziali del 2024. In Texas, il democratico James Talarico conduce sul procuratore generale repubblicano Ken Paxton con un margine di sei punti, mentre in Ohio l'ex senatore democratico Sherrod Brown è avanti di tre punti sul repubblicano Jon Husted.
Il sondaggio indica inoltre che l'indice di approvazione di Trump in Texas si attesta al 40%, contro un 57% di disapprovazione.
Interrogato dalla rivista sui suoi bassi indici di gradimento, il presidente ha replicato definendoli «numeri falsi» e sostenendo che i sondaggisti sono «corrotti». Ha poi aggiunto di ritenere che, se farà campagna elettorale, i repubblicani otterranno buoni risultati: «Penso che avremo una buona performance». Alla domanda su un'eventuale perdita della Camera da parte dei repubblicani, Trump ha risposto che in quel caso i democratici «probabilmente mi attaccheranno, e io attaccherò loro».
La promessa dei cinquemila dollari
Sul fronte economico, Trump ha rilanciato in un video registrato nello Studio Ovale la promessa di un pagamento di 5.000 dollari per ogni cittadino adulto americano nel caso in cui i repubblicani mantengano il controllo della Camera e del Senato. «Il nostro Paese sta andando così bene sotto la guida repubblicana che solo io posso farvi questa promessa», ha affermato il presidente, legando l'erogazione agli incassi provenienti dai dazi e a quello che ha definito «un successo economico senza precedenti».
Nel video, Trump ha anche sostenuto che un'eventuale vittoria democratica produrrebbe conseguenze paragonabili al crollo di Wall Street del 1929.
La fattibilità dell'iniziativa appare però problematica sotto diversi profili. Gli americani adulti sono circa 240 milioni, e l'erogazione costerebbe alle casse federali almeno 1.200 miliardi di dollari, una cifra che si avvicina alla spesa annuale per la difesa e che aggraverebbe un deficit di bilancio già prossimo ai duemila miliardi e un debito nazionale che ha recentemente superato i 40.000 miliardi di dollari.
A ciò si aggiunge l'ostacolo normativo: la Costituzione affida al Congresso l'autorità sul finanziamento delle spese governative, rendendo necessario un passaggio legislativo che, secondo diversi osservatori, non sarebbe scontato nemmeno in caso di vittoria repubblicana.
La legge federale vieta inoltre di offrire o effettuare pagamenti per indurre qualcuno a votare a favore o contro un candidato, anche se esperti legali citati dal New York Times rilevano che qualificare la promessa come compravendita di voti sarebbe complesso, trattandosi di un beneficio potenzialmente esteso a tutti i cittadini.
Nel corso della stessa giornata, Trump ha anche pubblicato sui social il numero di cellulare del senatore repubblicano dell'Arkansas Tom Cotton, invitando gli americani a contattarlo direttamente per chiedere l'approvazione del Sunshine Protection Act, il provvedimento volto ad abolire il cambio dell'ora.
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