Assoluzione Salvini nel caso Open Arms, la procura di Palermo ricorre in Cassazione: il governo attacca la magistratura

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Redazione Interno Redazione Interno   -   La decisione della procura di Palermo di impugnare l’assoluzione di Matteo Salvini nel processo Open Arms ha scatenato una reazione a catena, con il governo che accusa la magistratura di oltrepassare i propri limiti. Salvini, che nel 2019 da ministro dell’Interno impedì lo sbarco di centocinquanta migranti soccorsi dalla nave Ong Open Arms, era stato assolto lo scorso dicembre con formula piena dall’accusa di sequestro di persona e rifiuto di atti d’ufficio. Una sentenza che i pm palermitani non hanno digerito, tanto da presentare – anziché un ricorso in Appello – un’eccezionale impugnazione diretta alla Cassazione, sostenendo che i giudici di merito avrebbero violato il diritto.

Una mossa che, seppur rara, riapre un caso giudiziario dal forte valore simbolico, trasformandolo in un terreno di scontro istituzionale. Il ministro della Giustizia Nordio, infatti, ha annunciato l’intenzione di intervenire per introdurre norme che limitino le impugnazioni delle assoluzioni, definendo l’iniziativa della procura un "attacco alla certezza del diritto". Una posizione che, al di là delle motivazioni giuridiche, appare in linea con la volontà del governo di accelerare la riforma della giustizia, puntando a blindare le sentenze assolutorie.

Dalla Lega, intanto, arrivano segnali di chiusura totale. Vincenzo D’Incecco, coordinatore regionale del partito in Abruzzo, ha espresso "massima solidarietà" a Salvini, sottolineando come l’intero movimento sia al suo fianco. Un sostegno che, al di là delle dichiarazioni, riflette la strategia del Carroccio di trasformare ogni attacco giudiziario in un’occasione per consolidare il consenso.

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