Antonelli e il primo match point ad Austin: le combinazioni per il titolo Mondiale

Antonelli e il primo match point ad Austin: le combinazioni per il titolo Mondiale
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Redazione Sport Redazione Sport   -   Kimi Antonelli ha il primo match point della sua stagione iridata. Con il terzo posto conquistato a Singapore, il pilota della Mercedes ha allungato il passo in classifica e si presenta al Gran Premio degli Stati Uniti, in programma nel weekend tra il 23 e il 25 ottobre, con un vantaggio di 102 punti sul compagno di squadra George Russell.

A sei gare dal termine, con 150 punti ancora in palio secondo il calendario attualmente in vigore, la matematica inizia a giocare a favore del ventenne italiano, che ha già collezionato otto vittorie e quattordici podi in questa sua stagione d'esordio da titolare.

La classifica dopo Marina Bay

Il terzo posto di Singapore, alle spalle di Max Verstappen e Charles Leclerc, ha permesso ad Antonelli di salire a quota 340 punti. Russell, suo compagno di box, è fermo a 238, mentre Lewis Hamilton, con la Ferrari, insegue a 229 lunghezze. Il margine accumulato dall'italiano sui diretti inseguitori è il frutto di una stagione dominata con continuità, nonostante una Mercedes che a Marina Bay è sembrata in difficoltà con gli aggiornamenti e in condizioni ambientali rese estreme dal caldo umido e dal pulviscolo portato dai venti.

La vittoria è andata a Verstappen, al suo primo successo in carriera proprio sul tracciato cittadino di Singapore, ma il risultato più pesante in ottica Mondiale è proprio quello del pilota bolognese, capace di massimizzare il risultato quando la monoposto non era la più veloce.

Cosa deve succedere in Texas

Per laurearsi campione del mondo già ad Austin, Antonelli deve necessariamente vincere la gara, portando a casa i 25 punti riservati al primo classificato. Non basta, però, il solo successo: serve che George Russell tagli il traguardo nono o peggio, racimolando al massimo due punti, e che Lewis Hamilton arrivi quinto o più indietro, fermandosi a quota dieci punti.

Se queste tre condizioni dovessero verificarsi contemporaneamente, Antonelli salirebbe a 365 punti, mentre Russell non potrebbe superare quota 240 e Hamilton i 239: il margine sul compagno di squadra sarebbe di almeno 125 lunghezze, esattamente il numero massimo di punti ancora disponibili nelle cinque gare successive, rendendo così aritmeticamente impossibile la rimonta.

C'è poi un dettaglio non secondario legato al criterio di spareggio. Anche nell'ipotesi limite in cui Russell riuscisse a chiudere a pari punti, il regolamento della Formula 1 premia chi ha vinto più Gran Premi: con un successo in Texas, Antonelli raggiungerebbe quota nove vittorie stagionali, un traguardo che il britannico, fermo a tre, non potrebbe più eguagliare.

Un secondo posto, invece, non sarebbe sufficiente in nessuno scenario per chiudere i conti già nel weekend americano, perché il margine residuo sugli inseguitori resterebbe superiore ai punti ancora teoricamente assegnabili.

L'incognita del calendario

Il quadro delle combinazioni potrebbe però cambiare nelle prossime settimane a causa delle decisioni della FIA sulla parte finale del calendario. Le gare di Qatar e Abu Dhabi sono indeed oggetto di valutazioni legate alla situazione internazionale, e nelle scorse settimane si è parlato con insistenza della possibilità di sostituire le due tappe mediorientali con un'unica gara a Imola, sul circuito Enzo e Dino Ferrari, nella data originariamente riservata al finale di stagione.

Se il Mondiale dovesse essere accorciato di una prova, resterebbero cinque Gran Premi e 125 punti in palio, e le condizioni per il titolo di Antonelli ad Austin diventerebbero decisamente più morbide: non servirebbe più la vittoria, ma basterebbe gestire il margine su Russell e Hamilton con maggiore elasticità, arrivando a un piazzamento utile che mantenesse il divario entro i limiti della matematica.

La decisione ufficiale sulla disputa delle gare in Qatar e ad Abu Dhabi è attesa nei giorni immediatamente precedenti il weekend di Austin, e da essa dipenderà l'esatta configurazione dei calcoli in casa Mercedes. Nel frattempo, il pilota italiano si gode il momento: la sua stagione parla di otto vittorie, sei pole position e un rendimento in gara che lo ha visto prevalere sul compagno di squadra in dodici occasioni su diciassette gare disputate.

Numeri che raccontano di un dominio costruito anche sulla costanza, oltre che sulla velocità pura, e che lo hanno portato a un passo da un traguardo che in Italia manca da settantatré anni, dai tempi di Alberto Ascari.

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