Gp Austria, Russell vince e si riprende la scena. Antonelli sul podio ma con il rammarico di una gara complicata
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Redazione Sport
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Il Gran Premio d'Austria, ottava tappa del Mondiale 2026, ha regalato emozioni e colpi di scena sul tracciato del Red Bull Ring, con la Mercedes a fare la parte del leone grazie a una doppietta che sa di rivalsa. A trionfare è stato George Russell, autore di un weekend praticamente perfetto e tornato alla vittoria dopo il successo di Melbourne, ma il racconto della gara non può prescindere dall'amaro in bocca del leader del campionato, Andrea Kimi Antonelli, che nonostante il terzo posto ha vissuto una domenica più complicata del previsto.
La gara di Russell: autorità e gestione
Russell ha trasformato la pole position, conquistata in un sabato segnato da polemiche per le bandiere gialle, in una vittoria solida e mai messa in discussione. Dopo lo start, il pilota inglese ha gestito il ritmo con la consueta intelligenza tattica, tenendo a bada le iniziali pressioni e amministrando il vantaggio anche quando la Red Bull di Max Verstappen, autore di una straordinaria rimonta dall'ottavo posto, ha provato a impensierirlo.
"Non è stata una passeggiata", ha ammesso Russell nel post-gara, descrivendo una gestione delle gomme complessa e logorante a causa delle temperature dell'asfalto, ma ha saputo mantenere la calma e conquistare la sua settima vittoria in carriera.
La domenica complicata di Antonelli
Sul lato opposto del box, la gara di Antonelli è stata un susseguirsi di difficoltà e rimpianti. Partito dalla quarta posizione, il giovane italiano ha pagato una partenza in cui, come ammesso dallo stesso Toto Wolff, ha attaccato in modo eccessivo commettendo diversi errori in frenata. Il team principal della Mercedes ha difeso la foga del suo pilota, definendola una caratteristica tipica della sua giovane età, ma ha chiarito che quella "modalità full attack" nei primi giri gli è probabilmente costata la possibilità di vincere la corsa.
A complicare ulteriormente il quadro ci si sono messi anche i problemi ai freni e una serie di Virtual Safety Car che non hanno favorito la sua strategia, costringendolo a rientrare ai box nei momenti peggiori.
L'analisi di Wolff e il rammarico per una leadership ridotta
Wolff, interpellato sulle scelte strategiche, ha però minimizzato l'impatto delle VSC sul risultato finale, ribadendo che il vero punto di svolta sono state le prime curve. La strategia di allungare il primo stint è stata considerata corretta, ma il vantaggio accumulato nella fase centrale è stato vanificato dal passo superiore di Russell e dalla successiva rimonta di Verstappen. Nonostante la sua velocità nel finale, Antonelli ha dovuto accontentarsi del terzo gradino del podio, chiudendo a meno di due secondi dal vincitore.
Un bottino di 15 punti che, sebbene prezioso per la classifica, gli ha ridotto il vantaggio su Russell a 40 lunghezze, con il britannico che ora è secondo nel Mondiale a quota 131 punti.
La giornata no della Ferrari
Se la Mercedes festeggia, il weekend del Cavallino è stato da archiviare in fretta. Dopo le buone premesse del sabato, la Ferrari è sprofondata in gara, con il degrado degli pneumatici e la mancanza di velocità di punta che hanno messo a nudo i limiti strutturali della SF-26 sul tracciato austriaco. Lewis Hamilton, partito terzo, non è andato oltre il quinto posto, mentre Charles Leclerc ha vissuto un pomeriggio da incubo, scivolando fino all'ottava posizione dopo essere partito dalla seconda fila.
L'unica nota positiva per Maranello è la prestazione di Oscar Piastri, che ha concluso quarto con la McLaren, ma il distacco dai vertici e la prestazione delle due Rosse sono un campanello d'allarme in vista dei prossimi impegni.




