Le valutazioni della Can su Napoli-Verona: promossi rigore e gol annullato a Hojlund
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Redazione Sport
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Le polemiche, infuocate come spesso accade nel calcio italiano, hanno dominato il dopo-partita di Napoli-Verona, concentrandosi su due episodi chiave: il rigore assegnato al Verona per un fallo di mano di Alessandro Buongiorno e il gol successivamente annullato allo stesso Hojlund, autore della trasformazione dal dischetto. A fare chiarezza, o quantomeno a fornire la versione ufficiale della Commissione Arbitrale Nazionale, è intervenuto Andrea De Marco, responsabile dei rapporti istituzionali tra Can e club, durante la consueta rubrica Open Var su Dazn. Le sue parole, sostenute dalla riproposizione degli audio del dialogo tra arbitro in campo e Var, hanno delineato un quadro di sostanziale correttezza nelle decisioni adottate, seppur in un contesto di grande difficoltà interpretativa.
La ricostruzione del dialogo Var sul rigore
L'episodio del rigore, avvenuto al 24' del primo tempo, è stato analizzato minuziosamente. Dalle parole di De Marco e dagli audio si è appreso che, in sala Var, si è subito esclusa la presenza di un fallo preliminare da parte di Valentini su Buongiorno, così come non sussisteva alcun fuorigioco. L'attenzione si è quindi concentrata esclusivamente sul movimento del difensore del Napoli. "La prende di mano con la sinistra e non la tocca mai di testa", è stato il commento emerso durante la consultazione, a conferma di quanto osservato dalle telecamere. Una dinamica, quella del salto, che – come sottolineato – porta fisiologicamente le braccia a staccarsi dal busto, ma che in questo caso è stata giudicata eccessiva e non naturale, con il braccio sinistro di Buongiorno "molto largo e sopra la spalla", elementi che hanno determinato la valutazione di condotta punibile.
La difesa dei tempi decisionali e la smentita sul voto a Marchetti
Un altro aspetto toccato dall'intervento istituzionale ha riguardato i tempi della revisione in Var, spesso fonte di critiche da parte delle tifoserie e degli addetti ai lavori. De Marco ha difeso la procedura, spiegando come la necessità di analizzare più aspetti – l'eventuale fallo precedente, la posizione di fuorigioco e infine il contatto con la mano – abbia richiesto un minuzioso esame che giustifica la durata della pausa. Nel merito dell'arbitraggio di Matteo Marchetti, inoltre, è giunta una netta smentita riguardo a un presunto voto elevato assegnatogli dal designatore Rocchi. "Questa indiscrezione non ha fondamento, non è reale", ha affermato De Marco, senza peraltro entrare nel merito di un eventuale giudizio complessivo sulla prestazione dell'arbitro, che rimane confinato nelle valutazioni interne alla commissione.
L'episodio di Hojlund e il contesto delle polemiche
La stessa logica di supporto alle decisioni adottate in campo è stata applicata all'annullamento del gol di Hojlund, avvenuto pochi minuti dopo il rigore. Senza scendere in dettagli tecnici ulteriori rispetto a quelli già circolati, De Marco ha ribadito come anche quella scelta sia stata ritenuta corretta dalla Can, a seguito della revisione video. L'intervento, nel suo complesso, si inserisce in una tradizione ormai consolidata di trasparenza postuma, che attraverso la divulgazione degli audio cerca di placare le acque dopo partite particolarmente dibattute. Un tentativo di oggettivare scelte che, per loro natura, restano interpretative, ma che in questa occasione – stando alla versione ufficiale – hanno seguito pedissequamente i protocolli e i criteri vigenti.




