I miliardari in Italia, un valore che sfiora il 9% del Pil in un paese dove la disuguaglianza avanza
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Redazione Economia
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In Italia, un gruppo esiguo di sessantuno persone detiene una ricchezza complessiva stimata in 197,3 miliardi di dollari, una cifra che si avvicina pericolosamente al nove per cento dell'intera produzione economica nazionale. I dati, che emergono dall'annuale rapporto di Ubs sui miliardari, dipingono un quadro di stabilità numerica, con un solo paperone in meno rispetto all'anno precedente, ma anche di una sostanziale tenuta patrimoniale nonostante una lieve flessione di 2,5 miliardi. Questo piccolo drappello, se paragonato alle altre grandi economie europee, risulta più nutrito di quello francese ma decisamente inferiore, per numero e probabilmente per consistenza, a quelli presenti in Germania e nel Regno Unito. Un dato, quest'ultimo, che da solo basterebbe a raccontare molto della struttura produttiva e finanziaria del paese.
La peculiarità italiana: milioni fermi e divari che crescono
Ciò che colpisce, scorrendo le analisi della banca svizzera, è un'altra singolarità tutta italiana. Se nel mondo si moltiplicano i casi di fortune stratosferiche, nel nostro paese il numero dei milionari – coloro che possiedono un patrimonio superiore al milione di dollari – è rimasto perfettamente immutato negli ultimi cinque anni, registrando una variazione pari allo zero per cento, come a dire una stagnazione nella fascia alta, ma non altissima, della ricchezza. Questa apparente staticità, definita nel rapporto una "completa stabilità", non ha però impedito che il coefficiente di Gini, il termometro più affidabile per misurare la disuguaglianza nella distribuzione del reddito, continuasse a salire. Un segnale chiaro: la forbice tra chi ha molto e chi ha sempre meno si sta allargando, in un contesto dove la crescita economica fatica a tradursi in benessere diffuso.
Il boom globale e le due strade per la ricchezza estrema
Lo scenario internazionale, del resto, corre in una direzione opposta e travolgente. Mai come nel 2025 il pianeta ha ospitato un così alto numero di individui con un patrimonio superiore al miliardo di dollari, né mai la loro ricchezza complessiva ha raggiunto il picco di 15.800 miliardi. La volata dei mercati finanziari e le valutazioni iperboliche delle aziende tecnologiche hanno alimentato questo processo, creando ben 287 nuovi miliardari in un solo anno. Di questi, un centinaio circa si sono costruiti la fortuna da soli, aggiungendo quasi 387 miliardi al totale globale, mentre altri hanno consolidato ricchezze ereditate. Una distinzione, quella tra "self-made" e ereditieri, che mostra anche una geografia: negli Stati Uniti prevale la prima categoria, mentre in Europa il peso della ricchezza tramandata rimane più significativo.
Un patrimonio dorato che sfida le leggi dell'economia
Il risultato finale è un concentrato di ricchezza che sfida ogni precedente storico, con un aumento annuale che si classifica come il secondo più ampio da quando Ubs ha iniziato a compilare il dossier. Quel che emerge, al di là delle cifre da record, è un pianeta sempre più polarizzato, dove il valore di poche decine di persone in un singolo paese può equivalere a una fetta consistente della ricchezza nazionale. Un fenomeno, quello dell'accumulazione estrema, che continua a crescere a ritmi sostenuti, trainato dalla finanza e dall'innovazione, mentre in alcune economie mature, come l'Italia, si accompagna a un preoccupante irrigidimento della mobilità sociale ed economica.




