Influenza, i medici avvertono: "Epidemia aggressiva in arrivo, vaccinazione fondamentale"

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Redazione Salute Redazione Salute   -   I primi casi di influenza stagionale, già registrati in regioni come la Lombardia e il Lazio, segnalano l’inizio di un’ondata che, secondo le previsioni degli infettivologi, si annuncia particolarmente intensa e severa. I sistemi di sorveglianza epidemiologica, i quali monitorano costantemente la diffusione dei virus, hanno rilevato una curva delle infezioni respiratorie in netta ascesa, un dato che conferma come la circolazione virale stia guadagnando terreno settimana dopo settimana. L’andamento osservato nell’emisfero australe, specialmente in Australia dove le infezioni hanno superato del settanta per cento i livelli della stagione precedente, costituisce un preoccupante antecedente per l’Italia, suggerendo la possibilità di un’epidemia di notevole impatto sulla popolazione.

I numeri della prima ondata

Il bollettino Influnews della Regione Lombardia, che analizza il periodo dal 6 al 12 ottobre, ha quantificato l’incidenza totale delle sindromi simil-influenzali in 7,8 casi ogni mille assistiti, un valore che, sebbene classificato ancora come basale, segna un incremento costante. A risultare maggiormente colpiti sono i bambini nella fascia d’età tra zero e quattro anni, con un’incidenza che sale a 13,6 casi per mille assistiti, un dato che evidenzia la loro particolare vulnerabilità al virus. Seguono, nelle statistiche, gli adulti in età lavorativa, tra i 15 e i 64 anni, con 9,2 casi, mentre gli over-65enni, forse anche per una maggiore propensione alla vaccinazione precoce, registrano per il momento un’incidenza inferiore, pari a 5,4 casi ogni mille persone.

L'appello alla vaccinazione

«Il primo consiglio, a prescindere dalla Regione in cui si vive, è vaccinarsi», dichiara con fermezza Silvestro Scotti, segretario nazionale della Federazione dei medici di medicina generale, sottolineando come questa raccomandazione assuma il carattere di un “imperativo” per le persone fragili. La categoria dei soggetti più a rischio, per i quali la vaccinazione antinfluenzale rappresenta una misura di protezione insostituibile, include infatti coloro che sono affetti da patologie croniche, gli anziani al di sopra dei sessant’anni e i bambini, per i quali sono disponibili formulazioni non invasive come lo spray nasale. L’invito dei medici di famiglia giunge in un momento considerato ideale per immunizzarsi, affinché l’organismo possa sviluppare una piena risposta anticorpale prima del picco epidemico, atteso tradizionalmente tra novembre e dicembre.

Il contesto internazionale e le misure di protezione

La stagione influenzale che sta per investire l’Italia, come si evince dall’esperienza maturata in Giappone e soprattutto in Australia, sembra configurarsi come un’epidemia “piuttosto aggressiva”, caratterizzata da una elevata contagiosità. Oltre alla vaccinazione, che rimane il pilastro della prevenzione, gli esperti raccomandano di adottare una serie di accorgimenti pratici per ridurre il rischio di contagio, a partire da un’alimentazione equilibrata e ricca di vitamine, che possa sostenere il sistema immunitario, fino a modalità di abbigliamento adeguate ai repentini sbalzi termici tipici del periodo autunnale. La concomitanza con una diffusione ancora significativa del virus Covid-19, infine, rende ancor più cruciale la necessità di proteggere se stessi e gli altri, adottando comportamenti responsabili che, sebbene semplici, si rivelano estremamente efficaci nel limitare la circolazione degli agenti patogeni.

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