Bologna-Cagliari 2-1: la rimonta rossoblù e la ricchezza di una rosa che non molla
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Redazione Sport
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Il Bologna continua a stupire, dimostrando una capacità di reazione che ormai sembra essere diventata il suo marchio di fabbrica. La vittoria per 2-1 contro il Cagliari, ottenuta ieri al Dall’Ara, non è solo l’ennesimo successo in rimonta, ma un ulteriore tassello di una stagione che vede i rossoblù navigare in zona Europa con 47 punti. Una partita che, come spesso accade, ha regalato note liete e qualche spunto di riflessione, confermando però la solidità di una squadra che, sotto la guida di Italiano, sta scrivendo una pagina importante della sua storia recente.
Tra i punti di forza, spicca senza dubbio la profondità della rosa, un aspetto che ha permesso al tecnico di operare numerosi cambi senza perdere qualità in campo. Se contro il Milan erano stati sei i giocatori rinnovati rispetto alla gara precedente, ieri è toccato ad altri sei calciatori entrare dall’inizio, con scelte che hanno dimostrato una volta di più la fiducia di Italiano nelle alternative a disposizione. Cambiaghi, ad esempio, ha confermato di essere un’opzione più che valida, entrando in campo con l’atteggiamento di chi vuole lasciare il segno. E il suo impatto, come già visto in altre occasioni, è stato immediato, contribuendo a ribaltare il risultato.
Gianluca Pagliuca, intervenuto su Radio Nettuno Bologna Uno, ha sottolineato proprio questo aspetto: “Il Bologna fa sempre così, illude gli avversari e poi, con qualche cambio, la rimedia”. Una battuta che nasconde una verità: la squadra ha davvero tante frecce al suo arco, e Italiano può permettersi di “sfogliare la margherita”, come ha ironicamente definito la ricchezza di opzioni a disposizione.
Se un tempo erano gli avversari a recuperare sul Bologna – come accaduto contro Udinese, Empoli, Atalanta, Genoa, Juventus e Roma – oggi è il contrario. Monza, Empoli, Torino, Milan e Cagliari sono solo alcune delle squadre che hanno dovuto arrendersi alla capacità di reazione dei rossoblù. Cosa è cambiato? Difficile dare una risposta univoca. Forse è la maggiore consapevolezza raggiunta, o una maturità che si è consolidata partita dopo partita. Forse è la rosa, finalmente al completo, con i rientri di Cambiaghi, El Azzouzi e Aebischer, che hanno aggiunto qualità e competitività. O forse, semplicemente, è il frutto di un lavoro che sta dando i suoi frutti, sia in termini di scelte tecniche che di gestione del gruppo.
Non va dimenticato, infatti, che il percorso del Bologna è stato segnato anche da momenti complicati, tra campionato e Champions League, quando le mancate vittorie rischiavano di pesare. Eppure, anche in quelle fasi, la squadra ha mantenuto una sua identità, dimostrando una resilienza che oggi si traduce in risultati concreti. La sconfitta non è mai dietro l’angolo, e anche quando sembra arrivare, come nel caso del momentaneo vantaggio del Cagliari, il Bologna trova il modo di rialzarsi.
Le scelte di Italiano, che continua a ruotare i giocatori con una frequenza insolita, stanno pagando. La legge del tecnico sembra essere chiara: “Squadra che vince, si cambia”. E i numeri gli danno ragione. Quella di ieri è stata la quinta vittoria consecutiva in casa, un dato che parla da solo e che conferma come le decisioni prese durante il mercato estivo e invernale abbiano portato i frutti sperati.
In tutto questo, c’è anche chi, come Ferguson, ha saputo ritrovare il proprio ruolo, pur con qualche adattamento. Rientrato dopo un periodo di assenza, il centrocampista ha dimostrato di poter fare la differenza anche in una posizione più defilata, lontano dalla porta ma ugualmente fondamentale per l’equilibrio della squadra.




