Shakira a Copacabana, la tragedia durante l’allestimento: muore un operaio schiacciato dai tralicci

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Redazione Cultura e Spettacolo Redazione Cultura e Spettacolo   -   Il mega concerto gratuito che Shakira terrà il 2 maggio sulla spiaggia di Copacabana, cuore pulsante di Rio de Janeiro, è stato oscurato da un incidente mortale durante la fase di montaggio del palco. Domenica 26 aprile, un operaio edile ha perso la vita dopo essere rimasto schiacciato da un sistema di sollevamento: le gambe dell’uomo, secondo quanto ricostruito dai vigili del fuoco, sarebbero state imprigionate da una struttura in movimento, causando lesioni incompatibili con la sopravvivenza. La notizia, diffusa inizialmente da testimoni oculari, è stata poi ufficializzata dagli organizzatori dell’evento “Todo Mundo no Rio” attraverso un comunicato pubblicato sul profilo Instagram ufficiale, nel quale si conferma il decesso del professionista – senza tuttavia rivelarne l’identità – avvenuto nel tardo pomeriggio della stessa giornata.

Il crollo del palco e la corsa dei presenti verso la struttura

“C’era gente che correva, lui era intrappolato lì sotto”, ha riferito un testimone citato nella ricostruzione informale degli accaduti. Le persone presenti nell’area di Copacabana si sarebbero precipitate verso il punto dell’incidente, dove i tralicci ceduti avevano intrappolato l’operaio. Nonostante i soccorsi, tempestivi ma resi difficili dalla mole delle attrezzature e dalla complessità del cantiere, per l’uomo non c’è stato nulla da fare. Il palco destinato a ospitare la superstar colombiana – tra i più grandi mai assemblati su quella celebre striscia di sabbia – doveva includere una passerella di 25 metri e centinaia di metri quadrati di maxischermi, numeri che già avevano alimentato l’attesa per un evento capace di attrarre, secondo le stime, tra i due e i due milioni e mezzo di spettatori.

Le indagini e il silenzio della cantante sull’incidente

La tragedia ha riaperto il dibattito sulle condizioni di sicurezza nei cantieri temporanei allestiti per grandi manifestazioni popolari, soprattutto in contesti logisticamente complessi come una spiaggia affollata. I vigili del fuoco di Rio hanno avviato accertamenti per stabilire le cause esatte del guasto al sistema di sollevamento, mentre gli organizzatori si sono limitati a esprimere – sempre nella nota social – il cordoglio alla famiglia del lavoratore, senza fornire dettagli sulla dinamica tecnica del crollo. Shakira, da parte sua, non ha ancora rilasciato dichiarazioni pubbliche sull’accaduto; l’evento del 2 maggio, al momento, risulta ancora confermato, sebbene alcuni fan abbiano chiesto la cancellazione del concerto come segno di rispetto per la vittima.

Un precedente inquietante: la bomba rinvenuta quattordici giorni prima

Non si tratta del primo episodio sinistro legato all’organizzazione dello show. Appena quattordici giorni prima della morte dell’operaio, sempre nell’area di Copacabana, era stato rinvenuto un ordigno esplosivo: un ritrovamento che all’epoca era stato liquidato come un episodio isolato, ma che adesso, alla luce della nuova tragedia, riemerge come tassello di un quadro segnato da presagi funesti. Le autorità brasiliane non hanno stabilito alcun collegamento tra i due fatti, limitandosi a trattare separatamente l’indagine sulla bomba (affidata alla polizia federale) e quella sull’incidente sul lavoro (competenza dei vigili del fuoco e della magistratura del lavoro). Intanto, sulla spiaggia simbolo del Brasile, i maxischerchi e la passerella restano semimontati, in attesa di sapere se il concerto più atteso dell’anno – quello che avrebbe dovuto replicare il successo delle recenti esibizioni di altre star internazionali – si farà davvero, e a quale prezzo.

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