Firenze ricorda l’Elettrice Palatina: musei civici gratis e living history a Palazzo Vecchio

Articolo Precedente

precedente
Articolo Successivo

successivo

Redazione Cultura e Spettacolo Redazione Cultura e Spettacolo   -   Sarà un mercoledì all’insegna della memoria e della cultura quello che Firenze si appresta a vivere il 18 febbraio, giornata in cui la città rende omaggio ad Anna Maria Luisa de’ Medici, l’ultima discendente della casata granducale scomparsa nel lontano 1743 -1-5. La ricorrenza, come ormai consolidato da tradizione, porta con sé un dono per cittadini e turisti: l’ingresso gratuito ai Musei Civici Fiorentini, un’iniziativa voluta dall’amministrazione comunale per celebrare colei che, con un atto di straordinaria lungimiranza, legò per sempre le sorti del patrimonio artistico cittadino al suo territorio -4-7. Una decisione, quella dell’apertura delle porte di luoghi simbolo come Palazzo Vecchio, il Museo Novecento o la Cappella Brancacci, che vuole trasformare l’anniversario della morte in una festa diffusa e partecipata, accessibile a tutti coloro che desiderano immergersi nella storia -4.

Il cuore pulsante delle celebrazioni batterà comunque all’interno di Palazzo Vecchio, dove la Fondazione MUS.E ha organizzato un’iniziativa di living history che promette di essere particolarmente suggestiva -1-7. Il pubblico, prenotandosi obbligatoriamente, potrà letteralmente incontrare l’Elettrice Palatina, interpretata dall’attrice Giaele Monaci, la quale, con il supporto dell’introduzione storica di Andrea Verga, darà volto e voce all’ultima gran principessa Medici -1-5. Un dialogo dal vivo, quello che si ripeterà in più turni durante la giornata, che servirà a riscoprire non solo il carattere fiero e determinato di Anna Maria Luisa, ma anche e soprattutto le complesse ragioni politiche e affettive che la spinsero a concepire il celebre Patto di Famiglia -1-7.

Fu proprio quell’accordo giuridico, stipulato con Francesco Stefano di Lorena, a rappresentare il suo lascito più grande e duraturo -3-8. Temendo che alla sua morte, e con l’estinzione della dinastia, le meravigliose collezioni medicee – dai dipinti alle sculture, dalle biblioteche ai gioielli – potessero essere disperse o portate via dalla Toscana come era accaduto ad altre casate, l’Elettrice dettò una condizione irrevocabile -10. Nel cedere l’intero patrimonio al nuovo granduca, vincolò i beni alla città “per ornamento dello Stato, per utilità del Pubblico e per attirare la curiosità dei Forestieri”, sancendo che nulla potesse essere trasportato fuori dalla capitale e dallo Stato del Granducato -5-6. Un concetto, questo, che gettò le fondamenta del moderno concetto di museo e di bene culturale inalienabile.

Puoi condividere questo articolo o riprenderne i contenuti, anche parzialmente, citando la fonte con link attivo a informazione.news, il portale online di notizie e approfondimenti.