La torta con il cappio per Ben Gvir, il regalo di compleanno che fa il giro del web
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Redazione Esteri
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Il video, che i membri del suo partito di estrema destra hanno prontamente diffuso sui social, mostra Itamar Ben Gvir, ministro israeliano per la Sicurezza Nazionale, mentre sorride soddisfatto dinanzi a una torta di compleanno. L’occasione sarebbe stata festosa, data la celebrazione dei suoi cinquant’anni, se non fosse che la decorazione scelta per il dolce – un cappio identico a quello utilizzato per le impiccagioni – ha immediatamente scatenato un’eco mondiale, ben oltre i confini di Gerusalemme.
Un simbolo che parla di pena di morte
A realizzare l’omaggio, stando a quanto si apprende dalle stesse fonti video, è stata la moglie Ayala Ben Gvir, la quale ha voluto così rendere omaggio al marito per il suo costante e acceso sostegno a una misura legislativa tra le più controverse approvate di recente dal Parlamento israeliano. Quella legge, passata a fine marzo, reintroduce di fatto la pena capitale per i palestinesi condannati per “atti terroristici mortali” commessi in Cisgiordania; un provvedimento che lo stesso Ben Gvir – leader di lungo corso della destra radicale – ha sempre caldeggiato con forza, senza mai nascondere la propria posizione. La torta, oltre al disegno del cappio, recava anche una scritta inequivocabile: «Congratulazioni al ministro Ben Gvir, a volte i sogni diventano realtà». Un messaggio, questo, che trasforma un semplice gesto privato in una dichiarazione politica pubblica, tanto più potente in quanto diffusa in un momento di altissima tensione nei Territori.
Il contesto giudiziario e politico
La decorazione, lo ricordano le cronache, non è affatto un dettaglio casuale: il cappio rimanda direttamente al dibattito – acceso e spietato – sulla possibilità di giustiziare i prigionieri palestinesi considerati terroristi. Ben Gvir, del resto, non ha mai fatto mistero del proprio disprezzo per le critiche internazionali, né delle proprie direttive che negli ultimi anni hanno irrigidito le condizioni di detenzione e l’uso della forza da parte delle forze di sicurezza. Nel video, lo si vede composto, quasi cerimoniale, mentre posa per le fotografie accanto al dolce; la moglie, dal canto suo, ha così trasformato un compleanno personale in un palcoscenico simbolico. Nessun dettaglio esplicito sulla composizione della torta o sui presenti viene fornito nei filmati, ma l’attenzione si concentra interamente su quel fiocco mortale, rievocazione plastica di un provvedimento che molti osservatori definiscono come un passo indietro rispetto ai principi del diritto internazionale.
Le reazioni implicite nelle immagini
A rendere l’intera vicenda ancora più stridente – se possibile – è la naturalezza con cui il ministro accoglie il dono: il suo sorriso, ripreso in primo piano, sembra quasi voler normalizzare un simbolo che altrove suscita orrore. L’assenza, nelle immagini, di qualsiasi cenno di imbarazzo o di dissenso interno alla festa suggerisce una consolidata condivisione degli stessi valori all’interno della cerchia familiare e politica di Ben Gvir. Il partito di estrema destra, nel postare il video, ha evidentemente voluto amplificare il gesto, utilizzandolo come ulteriore strumento di propaganda per una misura – quella della pena di morte – che resta tra i punti più duri del suo programma. Non si tratta, va detto, di una provocazione isolata: la proposta di legge era stata sostenuta a gran voce da Ben Gvir e dai suoi alleati già nelle precedenti legislature, ma solo ora, con questa maggioranza e con questo clima sociale, ha trovato compiuta attuazione normativa.
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