Omicidio-suicidio a Rivalta: Assunta Carbone uccisa dal compagno, che poi si toglie la vita nel lago di Avigliana
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Redazione Interno
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Un altro femminicidio, seguito dal gesto estremo dell’assassino, si è consumato nella quiete apparente di Rivalta, paese alle porte di Torino. Assunta Carbone, detta Susy, 54 anni, è stata trovata morta nel suo appartamento al secondo piano di una palazzina residenziale, a due passi dal centro storico. Sul suo corpo, i segni di un’aggressione violenta: ferite da arma da taglio, probabilmente un coltello domestico, ancora non ritrovato dai carabinieri, intervenuti con la procuratrice Elisa Pazè.
A ucciderla, secondo la ricostruzione degli investigatori, sarebbe stato il compagno, Alessandro Raneri, 55 anni, che poche ore dopo si è tolto la vita gettandosi nelle acque del lago di Avigliana. Una dinamica che ricorda troppi casi precedenti, in cui la violenza domestica si conclude con una doppia tragedia.
Susy Carbone, ambulante di professione, era una donna nota per la sua vivacità, come testimoniano le foto sui social che la ritraevano durante gite e momenti di svago. Aveva appena prenotato una vacanza ai Sette Lidi Ferraresi e si preparava al matrimonio di una nipote, per cui aveva preso una settimana di ferie. «Ci vediamo domani alle 10», aveva scritto alla sua amica Rosa la sera prima di morire, fissando un appuntamento per fare colazione e andare a comprare accessori per l’abito da cerimonia. Un futuro che non avrà mai.
Dalle prime testimonianze, la coppia non sembrava segnata da conflitti evidenti. «Lui era tranquillo, non litigavano», ha raccontato un’amica, aggiungendo che Raneri, però, soffriva di depressione e che Susy lo aveva spinto a curarsi. Un dettaglio che potrebbe far luce sulle motivazioni del gesto, anche se è ancora presto per trarre conclusioni. La coppia, inoltre, aveva recentemente affrontato un lutto familiare, la morte del fratello di lui, un evento che potrebbe aver aggravato un disagio preesistente.




