Referendum, gli artisti in campo: "È ossigeno per la democrazia"
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Redazione Interno
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Mentre oggi e domani l’Italia è chiamata alle urne per i cinque referendum abrogativi sul lavoro e sulla cittadinanza, una parte del mondo della cultura ha scelto di schierarsi, sostenendo con forza l’importanza del voto. Attori, musicisti e scrittori, pur nella consapevolezza che il quorum rimane un ostacolo quasi insormontabile, hanno deciso di esporsi, definendo la consultazione "ossigeno" per una democrazia che, troppo spesso, viene ridotta a mera contrapposizione politica.
I cinque "Sì" in ballo riguardano quattro quesiti promossi dalla Cgil – che ha raccolto oltre quattro milioni di firme – e uno sulla cittadinanza, sostenuto da +Europa, Radicali e una serie di associazioni civiche, con più di 637 mila adesioni. Se i primi mirano a modifiche normative in ambito lavorativo, l’ultimo punta a riformare i criteri per l’acquisizione della cittadinanza, tema da anni al centro di un dibattito mai risolto.
Quello che emerge, al di là delle posizioni specifiche, è un tentativo di riportare il referendum alla sua funzione originaria: strumento di partecipazione diretta, svincolato dalle logiche di schieramento. Eppure, in un clima politico sempre più polarizzato, anche questa consultazione rischia di essere letta come un banco di prova per il governo, piuttosto che come un’occasione per esprimersi su singole questioni.
I seggi, aperti oggi fino alle 23 e domani fino alle 15, vedranno una sfida doppia: da un lato, quella di superare lo scoglio del quorum; dall’altro, quella di riaffermare il valore di un istituto che, negli ultimi anni, ha perso parte della sua forza propositiva. Intanto, tra chi invoca maggiore partecipazione e chi teme l’ennesimo flop, gli artisti provano a smuovere gli animi, ricordando che il voto, al di là del risultato, resta un atto necessario.




