Pogacar e la seconda tappa della Vuelta: "Reagito in ritardo a Van Aert, avevo l'acido lattico"
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Redazione Sport
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Tadej Pogačar si è raccontato senza filtri al termine della seconda tappa della Vuelta a España 2026, quella che da Monaco ha portato il gruppo a Manosque per 214,3 chilometri. Lo sloveno, che ha conservato la Maglia Rossa grazie al terzo posto ottenuto nello sprint conclusivo, ha ammesso di essere stato colto leggermente impreparato dall'attacco di Wout van Aert nel finale, un'azione che ha acceso la corsa e che ha costretto il campione della UAE Team Emirates-XRG a uno sforzo forse non preventivato.
La sua ammissione, peraltro, è stata piuttosto netta: alla domanda se avesse concordato con il belga la possibilità di un attacco nelle fasi calde della tappa, Pogačar ha risposto con un secco "no", chiarendo che non c'era stato alcun accordo preventivo tra i due big prima dell'azione decisiva.
Lo sprint di Manosque e il trionfo di Matthew Brennan
La seconda frazione, partita con una fuga che ha animato le fasi iniziali, si è risolta in una volata ristretta e mozzafiato, dove il giovane talento britannico Matthew Brennan, classe 2005 e in forza alla Visma-Lease a Bike, ha piazzato lo scatto decisivo per conquistare il primo successo personale in un grande Giro. Brennan ha preceduto Pau Miquel e lo stesso Pogačar, con il velocista danese Mads Pedersen a chiudere al quarto posto una volata che ha premiato la potenza e la scelta di tempo del corridore britannico.
Una vittoria che rappresenta un biglietto da visita importante per il 21enne, capace di dimostrare tutto il suo valore in un arrivo che presentava caratteristiche da passista veloce e una leggera pendenza che non ha scoraggiato la sua esplosività.
L'attacco di Van Aert e la reazione di Pogačar
La giornata, tuttavia, ha vissuto il suo momento più tattico a tre chilometri dal traguardo, quando Wout van Aert ha deciso di forzare il ritmo con un attacco in solitaria che ha messo in apprensione il gruppo dei favoriti.
Una mossa che ha costretto Tadej Pogačar a una reazione immediata, sebbene lo sloveno abbia poi spiegato di aver accusato il colpo più del previsto: "Ho reagito in ritardo e avevo l'acido lattico" ha confessato, lasciando intendere come l'accelerazione del belga lo abbia sorpreso, costringendolo a un inseguimento che ha ridotto i margini di manovra in vista della volata finale.
L'azione di Van Aert, in realtà, ha preparato il terreno al suo compagno di squadra Brennan, che ha saputo sfruttare al meglio la situazione per piazzare il colpo vincente sugli ultimi metri, approfittando anche del fatto che Pogačar, impegnato a ricucire lo strappo, non aveva più la stessa freschezza per giocarsi la vittoria.
La classifica generale e il primato di Pogačar
Nonostante il terzo posto di tappa, Pogačar ha difeso con successo il primato in classifica generale, conservando la maglia roja che aveva conquistato nella cronometro inaugurale di Monaco con un margine risicatissimo di appena nove centesimi su Ethan Hayter. Al termine della seconda tappa, lo sloveno guida la generale con un tempo di 4 ore, 58 minuti e 40 secondi, mentre Wout van Aert, grazie alla sua azione, è risalito al secondo posto a soli 9 secondi, con Brennan che si è issato al terzo a 10 secondi.
L'arrivo di Manosque ha dunque rimescolato le carte in classifica, con Hayter che ha pagato lo sforzo ed è scivolato più indietro, lasciando spazio a una classifica che si preannuncia già combattuta con l'avvicinarsi delle prime tappe di montagna.
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