Pogacar si confessa dopo Manosque: "Van Aert mi ha preso in contropiede, ero in acido lattico"
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Redazione Sport
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Il secondo atto della Vuelta a España 2026, una frazione epica di 214 chilometri da Monaco a Manosque, ha regalato sorprese e spunti di riflessione, consegnando il successo di tappa al giovane britannico Matthew Brennan della Visma-Lease a Bike. Il corridore classe 2005 ha sferrato l'attacco decisivo in uno sprint ristretto e in salita, precedendo Pau Miquel Delgado e lo stesso Tadej Pogačar, il quale ha così difeso la Maglia Rossa ottenuta nella cronometro iniziale.
Proprio le dinamiche del finale hanno acceso i riflettori sull'azione dell'altro protagonista di giornata, Wout van Aert, il cui tentativo di allungo ha scosso il gruppetto dei migliori, obbligando il leader della classifica generale a una reazione in extremis. Un'azione, quella del belga, che ha colto il campione sloveno in una condizione fisica non ottimale.
L'ammissione di Pogacar: "Non c'era un accordo"
Nel post-gara, con la sua abituale schiettezza, Tadej Pogačar ha raccontato l'episodio senza nascondere il momento di difficoltà. "Non avevo parlato con Van Aert", ha dichiarato lo sloveno, rispondendo in modo netto a chi gli chiedeva se vi fosse stato un accordo preventivo per l'attacco. Le immagini hanno mostrato il corridore della UAE Emirates-XRG in leggera difficoltà nel momento in cui il rivale della Visma ha alzato il ritmo, un ritardo che lo sloveno ha spiegato con una condizione fisica al limite.
"Ho reagito in ritardo e avevo l'acido lattico", ha ammesso Pogačar, svelando lo sforzo profuso per rientrare sulla ruota del belga e gestire poi lo sprint conclusivo.
La sua prestazione, comunque, è bastata per preservare il primato in classifica, con un vantaggio di 9 secondi proprio su Van Aert e di 10 sul vincitore di tappa Brennan. Un margine sottile che testimonia l'equilibrio di questa prima parte di corsa.
La cronaca di una tappa spettacolare
La seconda tappa, la più lunga dell'intera Vuelta, ha visto una fuga andare via sin dalle battute iniziali, tenuta sotto controllo dalle squadre dei velocisti, con la Visma e la Lidl a dettare il ritmo. I due GPM di terza categoria di giornata, l'Alto Châteauneuf-Grasse e il Col de Saint Andrieu, hanno rappresentato un antipasto delle difficoltà altimetriche, ma la vera selezione si è consumata nel finale, quando il traguardo di Manosque è stato preceduto da una rampa impegnativa.
Proprio su quella salita, Van Aert ha piazzato l'allungo che ha ristretto il gruppo dei pretendenti al successo. L'azione del belga, sebbene non conclusiva, ha costretto Pogačar a uno sforzo profondo per chiudere il buco, consentendo poi a Brennan di giocarsi al meglio le sue carte in una volata che ha messo in luce la sua potenza. La resistenza del britannico ha avuto la meglio su Pogačar, il quale si è accontentato del terzo posto, e su Miquel.
Il tabellino e le prospettive
Con questo risultato, la classifica generale vede Tadej Pogačar in maglia rossa con un vantaggio minimo sui diretti inseguitori, che mantengono intatte le loro ambizioni di classifica. Il quarto posto di Mads Pedersen e le posizioni d'onore di corridori come Hugo Hofstetter e Tobias Halland Johannessen dimostrano il livello altissimo della competizione.
La Vuelta a España entra ora nel vivo, e le parole di Pogačar dopo la tappa di Manosque gettano una luce interessante sullo stato di forma e le strategie in casa UAE Emirates-XRG, con il campione sloveno che sembra voler gestire le forze in vista delle tappe più dure che lo attendono. La Spagna, si sa, non è la Francia, e ogni chilometro di questa corsa nasconde insidie e opportunità.
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