Vuelta a España 2026, la terza tappa è già nei Pirenei: a Font Romeu la prima sfida in salita per gli uomini di classifica
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Redazione Sport
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La Vuelta a España mette subito alla prova le gambe dei corridori con un tappone che profuma già di alta montagna. Dopo le prime due frazioni caratterizzate da percorsi più cedevoli e adatti ai velocisti, il gruppo affronta oggi il primo vero banco di prova in salita, con un arrivo che si staglia a quasi duemila metri di altitudine. Si corre interamente in territorio francese, come ormai consuetudine nelle ultime edizioni della corsa spagnola, e il passaggio dal livello del mare alle vette pirenaiche si preannuncia come un momento decisivo per tracciare le prime gerarchie della generale.
Percorso e altimetria
La frazione odierna, la terza di questa Vuelta 2026, prende il via da Gruissan-Aude e si snoda per complessivi 174 chilometri, con un dislivello complessivo che supera i 2.600 metri. Il tracciato si presenta suddiviso in due parti nettamente distinte: la prima, quella che accompagna i corridori lungo le coste mediterranee e attraverso le pianure alle spalle di Narbona, è sostanzialmente piatta e non dovrebbe creare particolari problemi al gruppo; la seconda, invece, è quella che conta davvero e che si anima a partire dalla salita verso il Col de Mont-Louis, l'ultima asperità di giornata.
Una ascesa di prima categoria, lunga diciannove chilometri con una pendenza media del 4,9% che, seppur non esageratamente ripida, risulta insidiosa per la sua lunghezza e per il fatto di essere interamente percorsa nel finale di tappa, quando le forze cominciano a scarseggiare e il vento potrebbe giocare un ruolo non indifferente sulle creste pirenaiche. Il traguardo di Font Romeu, posto a quota 1.937 metri, rappresenta per molti il primo vero test per le ambizioni di classifica, un arrivo che premia le gambe degli scalatori puri ma che può anche esaltare le qualità degli uomini di passaggio, capaci di gestire lo sforzo prolungato su pendenze regolari.
La corsa in diretta: aggiornamenti dalla partenza
Il via ufficiale è stato dato alle 13.00, con il gruppo che ha subito preso il via da Gruissan salutando il Mediterraneo per incamminarsi verso l'interno. Il ritmo imposto nelle prime battute è quello classico delle tappe pirenaiche, con il plotone compatto e alcune fughe che hanno provato ad allungare senza però ricevere il via libera dalle squadre dei big.
Il vento, come temuto, sta soffiando in modo sostenuto lungo le strade aperte della pianura, e questo fattore potrebbe indurre i team più forti a mettere in difficoltà i rivali con un'azione a ventaglio prima dell'inizio della salita decisiva. La situazione rimane comunque molto fluida e la corsa è ancora tutta da scrivere; le squadre dei velocisti, consapevoli che oggi non c'è spazio per loro, hanno lasciato spazio ai gregari dei capitani in classifica, i quali hanno iniziato a posizionarsi a centro gruppo per evitare sorprese.
La tappa di oggi è l'ultima in Francia prima del rientro in terra iberica, e la sensazione è che molti corridori vogliano lasciare il segno su questa prima grande salita per prendere confidenza con le salite che caratterizzeranno il proseguo della corsa.
I favoriti e le gerarchie alla vigilia
Tutti gli occhi sono puntati su Tadej Pogacar, il quale arriva a questa frazione con l'obiettivo di mettere a segno un'altra vittoria dopo il successo colto nella seconda tappa. Lo sloveno si presenta al via con la casacca di leader della classifica generale, ma la pressione è alta perché il traguardo di Font Romeu si adatta perfettamente alle sue caratteristiche di scalatore esplosivo e con un ottimo cambio di ritmo.
Tuttavia, la pendenza media costante e la lunghezza della salita potrebbero favorire anche corridori dal passo più regolare come Jonas Vingegaard o Remco Evenepoel, i quali hanno già dimostrato in passato di saper gestire sforzi prolungati oltre i venti minuti.
La squadra dello sloveno, la UAE Team Emirates, ha annunciato di voler controllare la corsa fin dalle prime battute per evitare che si creino situazioni di pericolo nelle prime fasi pianeggianti, ma la concorrenza è agguerrita e le squadre degli altri favoriti proveranno a mettere in difficoltà i compagni di Pogacar sfruttando le folate di vento laterale. La corsa, insomma, potrebbe scoppiare ben prima dell'ultima salita, e gli appassionati di ciclismo sanno che le tappe pirenaiche regalano spesso colpi di scena inaspettati.
Non vanno dimenticati, inoltre, gli specialisti della fuga, perché la durezza del percorso finale potrebbe incentivare l'azione di un gruppetto di corridori di seconda fascia, capaci di guadagnare un vantaggio consistente e di giocarsi la vittoria di tappa in una volata ristretta in salita.
Un finale che profuma di Pirenei
La strada che porta a Font Romeu è già entrata nella leggenda del ciclismo moderno, e anche se non si tratta di un arrivo storico come l'Alpe d'Huez o il Tourmalet, la sua collocazione nella terza tappa di una grande corsa a tappe la rende particolarmente interessante per il valore simbolico che riveste. Arrivare in quota così presto significa azzerare ogni tipo di calcolo e costringe i capitani a scoprire le proprie carte già nel primo fine settimana di gara, un fattore che potrebbe rivoluzionare le gerarchie e influenzare le strategie delle squadre per le settimane successive.
La Vuelta, come da tradizione, non concede tregua e dopo le prime due tappe di assestamento si getta subito nel vivo della competizione, con un finale che promette spettacolo e agonismo fino all'ultimo metro. Il gruppo, intanto, prosegue la sua marcia verso nord, con il cielo che si mantiene sereno ma con la temperatura che comincia a calare man mano che si avvicina ai contrafforti dei Pirenei; un fattore da non sottovalutare per i corridori, abituati al caldo della costa e che si troveranno ad affrontare un finale di tappa con un clima decisamente più fresco e variabile.
La terza tappa della Vuelta a España 2026 si conferma dunque come l'appuntamento da non perdere per capire chi avrà le qualità per lottare per la maglia rossa fino a Madrid, e la diretta di questa frazione ci racconterà in tempo reale le emozioni e le tattiche di una delle corse più imprevedibili del calendario internazionale.
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