Tether all'assalto della Juventus, ma la famiglia Elkann non molla la società
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Redazione Sport
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Mentre il club bianconero naviga in acque turbolente, l'ombra di Tether si allunga su quella che, nonostante tutto, rimane una delle società calcistiche più titolate d'Italia. Il colosso delle criptovalute, che già possiede una quota di minoranza, ha infatti formalmente presentato a Exor, la holding della famiglia Elkann, un'offerta vincolante per l'acquisizione del pacchetto di controllo, pari al 65,4% del capitale. Una mossa, questa, che non è stata concordata e che si scontra con la ferma intenzione degli attuali proprietari di non cedere la società, come più volte ribadito. La trattativa, o meglio la proposta, arriva in un momento di profonda crisi sportiva e di conflitto interno, elementi che hanno logorato nel tempo il rapporto tra la dirigenza e una parte della tifoseria, delusa dagli esiti degli ultimi anni.
La divisione tra i tifosi e il "commitment" da un miliardo
La notizia, rimbalzata con immediatezza sui social network attraverso i profili ufficiali della società di criptovalute e del suo amministratore delegato, Paolo Ardoino, ha polarizzato il popolo bianconero. Se da un lato, su piattaforme come Instagram, molti hanno accolto con favore l'ipotesi di un passaggio di proprietà, vedendo in esso l'alba di un nuovo ciclo, dall'altro una fazione consistente si è stretta attorno allo storico legame con la famiglia Agnelli, gridando allo scudetto che "la Juve non si vende". Ardoino, quarantenne di origini liguri e cittadino del mondo, sta guadagnando terreno proprio tra quei sostenitori che chiedono un cambio di passo, promettendo, in caso di buon esito dell'operazione, un investimento da un miliardo di euro per risollevare le sorti del club e riportarlo "alla gloria che merita".
Le radici e la potenza finanziaria dell'offerente
Dietro Tether, il cui fatturato ha toccato vette straordinarie generando utili per miliardi, si cela una storia imprenditoriale singolare. Fondata e lanciata anche da Giancarlo Devasini, un medico-chirurgo che oggi figura tra le persone più ricche d'Italia secondo la classifica di Forbes, la compagnia ha eletto El Salvador come sua sede. Una scelta non casuale, considerando che la nazione centroamericana, guidata dal presidente Nayib Bukele, è stata la prima al mondo ad adottare il bitcoin come valuta legale, trovando in Tether un partner strategico. Questa dimensione globale e questo capitale, immenso e discusso, costituiscono il vero cuore pulsante dell'offerta sulla Juventus, rappresentando al contempo la maggiore incognita per il futuro assetto proprietario.
Lo stallo negoziale e gli scenari possibili
La palla, adesso, è nel campo di Exor, la quale si trova a dover valutare una proposta ingente ma non sollecitata, mentre gestisce le difficoltà interne della società. L'iniziativa di Tether, per quanto concreta nei numeri, sembra destinata a infrangersi, almeno nel breve periodo, contro un muro di chiusura che finora non ha mostrato crepe. La situazione crea dunque uno stallo, un braccio di ferro tra la tradizione industriale torinese e la finanza digitale senza confini, con il club e il suo palmares a fare da posta in gioco. Mentre i tifosi attendono, divisi, l'evolversi della vicenda, l'unica certezza è che la partita si giocherà lontano dal campo, tra consigli di amministrazione e bilanci, in un intreccio sempre più fitto tra sport, finanza e nuove tecnologie.




