Tentato rapimento di una bambina a Bergamo: assolto per vizio di mente
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Redazione Esteri
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Un uomo di 47 anni è stato assolto dal Tribunale di Bergamo per totale incapacità di intendere e di volere dopo il tentato rapimento di una bambina di un anno e mezzo avvenuto all’uscita di un supermercato. La decisione riguarda il caso del cittadino romeno Emil Mortu, accusato di aver cercato di strappare la piccola alla madre mentre la famiglia stava lasciando il punto vendita.
La sentenza è arrivata dopo una perizia psichiatrica che ha riconosciuto una grave forma di schizofrenia in grado di annullare la capacità di intendere e di volere dell’uomo al momento dei fatti. Per questa ragione i giudici hanno stabilito la non imputabilità, applicando comunque una misura di sicurezza nei confronti del 47enne.
L’uomo è stato destinato a una Rems, struttura sanitaria prevista per persone che, pur non essendo ritenute penalmente responsabili per infermità mentale, necessitano di un percorso di cura e controllo. Il provvedimento disposto dal tribunale prevede una permanenza iniziale di almeno due anni. La valutazione sulla pericolosità sociale viene collegata alla necessità di gestione della condizione psichiatrica accertata durante il procedimento.
L’episodio risale al 14 febbraio, in pieno giorno, durante l’uscita da un supermercato. Secondo la ricostruzione dell’accusa, l’uomo avrebbe afferrato per le gambe la bambina, che in quel momento era accanto alla madre, tentando di allontanarla. Nel tentativo di sottrarla alla presa della donna, la piccola riportò una frattura al femore.
L’intervento immediato della madre e delle persone presenti consentì di fermare la situazione e l’uomo venne arrestato dalla polizia. Dopo il fermo, il 47enne era stato ricoverato in una struttura sanitaria, mentre il procedimento giudiziario ha affrontato soprattutto il tema della sua condizione mentale e della capacità di comprendere il significato delle proprie azioni.
Un altro caso che riguarda il tentativo di sottrarre un minore è stato segnalato a Roma, dove un uomo irregolare è accusato di aver cercato di portare via un bambino affidato in quel momento alla zia. L’episodio è al vaglio dell’autorità giudiziaria e la persona coinvolta attende gli sviluppi del procedimento.
I due episodi sono differenti per contesto e per percorso giudiziario: nel caso bergamasco il tribunale ha valutato l’infermità mentale dell’imputato, mentre il procedimento romano riguarda un’accusa ancora in fase di valutazione. Le indagini e gli accertamenti delle autorità competenti determinano il quadro dei singoli casi.
Nei procedimenti che coinvolgono bambini, gli accertamenti giudiziari riguardano sia la ricostruzione dei fatti sia le condizioni personali degli indagati o imputati. La normativa italiana prevede strumenti diversi a seconda della situazione, distinguendo tra responsabilità penale, capacità di intendere e di volere e misure di sicurezza.
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