Tentato rapimento a Monteverde, la falsa babysitter aveva la foto della bambina sul cellulare
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Redazione Interno
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La dinamica di quanto accaduto mercoledì scorso, e emersa solo nelle ultime ore grazie alla denuncia dei genitori e alla ricostruzione fornita dal personale scolastico, getta una luce sinistra su ciò che poteva trasformarsi in una tragedia. Una donna, presentandosi all'ingresso della scuola dell'infanzia comunale Guglielmo Oberdan di largo Ravizza, nel quartiere Monteverde, ha chiesto di poter prelevare una bambina di tre anni, qualificandosi come la sua babysitter. La sua richiesta, sebbene formulata con una certa sicurezza iniziale, nascondeva un intento che le maestre, per fortuna, hanno intuito quasi immediatamente.
Il ruolo decisivo dell'attenzione del personale scolastico
L'elemento che ha fatto scattare il campanello d'allarme nella mente delle insegnanti, un'allerta che ha permesso di sventare il rapimento, è stato il comportamento della sconosciuta: apparsa nervosa e poco credibile nel suo ruolo, la donna ha mostrato sul proprio telefono cellulare una fotografia della piccola che intendeva portare via, un dettaglio inquietante che, paradossalmente, ha contribuito a smascherarla. Le maestre, anziché accontentarsi dell'immagine, hanno prontamente contattato i genitori della bambina, i quali hanno negato con decisione di aver delegato alcuna persona al ritiro della figlia. A quel punto, la procedura di sicurezza è scattata in modo tempestivo, con la chiamata al numero unico per le emergenze, ma la donna, forse accorgendosi che la situazione stava precipitando, si era già dileguata nel nulla, facendo perdere le proprie tracce prima dell'arrivo di una volante della polizia.
Un secondo tentativo nella stessa mattinata
A rendere l'episodio ancora più grave, e a trasformare un caso isolato in un allarme sociale diffuso, è la circostanza che la stessa donna, o comunque un individuo con le medesime modalità operative, avrebbe tentato un approccio simile anche presso un altro istituto della zona, la scuola Lola Di Stefano. In entrambi i casi, come confermato da fonti istituzionali e riportato da Fabrizio Santori, capogruppo della Lega in Assemblea Capitolina, la prontezza e lo scetticismo professionale delle insegnanti hanno rappresentato l'unico, vero argine contro ciò che sarebbe potuto essere un duplice rapimento. L’episodio ha immediatamente sollevato un'onda di preoccupazione tra i residenti e i rappresentanti politici locali, spingendo il presidente del Municipio XII, Elio Tomassetti, a dichiarare come si tratti della prima volta che il quartiere si trova ad affrontare una minaccia di questa natura, con la conseguente necessità di un monitoraggio costante in collaborazione con le forze dell'ordine.
Le indagini e la diffusione della notizia
Le indagini, affidate agli agenti del commissariato Monteverde, si concentrano ora sull'identificazione della donna, di cui non si hanno al momento generalità certe, e sulla comprensione di come questa fosse entrata in possesso della fotografia della bambina. Un particolare, quest'ultimo, che esclude la natura casuale del gesto e fa piuttosto pensare a una pianificazione, con la bambina presa di mira forse dopo essere stata osservata nei dintorni della scuola o in contesti pubblici come i parchi giochi. I genitori della piccola hanno formalizzato una denuncia contro ignoti, mentre la polizia scientifica sta vagliando la possibilità di acquisire i filmati delle telecamere di videosorveglianza presenti nell'area, nella speranza di aver immortalato il volto della falsa babysitter o la sua auto. La notizia, inizialmente circolata nelle chat di genitori della scuola in uno stato di comprensibile agitazione, ha trovato conferma ufficiale solo successivamente, portando alla luce un tentativo di rapimento che, se riuscito, avrebbe avuto conseguenze inimmaginabili.
Le reazioni della politica e l'appello alla massima vigilanza
Sulla vicenda sono intervenute anche diverse voci del panorama politico romano, a testimonianza della gravità dell'accaduto. Rachele Mussolini, vicepresidente della commissione Scuola di Roma Capitale e esponente di Forza Italia, ha espresso la propria gratitudine verso le insegnanti, sottolineando come il loro operato abbia prevenuto quelle che sarebbero potute essere due enormi tragedie, definendo l'intera vicenda un inquietante campanello d'allarme. Analogamente, il ministro dell'Istruzione e del Merito, Giuseppe Valditara, ha voluto congratularsi personalmente con il docente per il grande senso di responsabilità dimostrato, ricordando come la normativa vigente imponga la riconsegna dei bambini esclusivamente ai genitori o a delegati autorizzati, un principio che va sempre rigorosamente osservato. Mentre la macchina investigativa è in piena operatività, l'appello che giunge dalle istituzioni e dalle forze dell'ordine è rivolto a tutte le scuole del territorio, affinché si intensifichi la vigilanza e si presti la massima attenzione a ogni figura sconosciuta che si presenti all'uscita delle classi, verificando sempre con scrupolo la presenza delle dovute deleghe, unico strumento, insieme all'occhio attento di maestre e genitori, per garantire la sicurezza dei bambini più piccoli.




