Il tentativo di rapimento al supermercato di Bergamo e la caccia alla falsa babysitter a Roma: due episodi che accendono i riflettori sulla sicurezza

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Redazione Interno Redazione Interno   -   Correva il sabato pomeriggio, l’ora di punta per la spesa settimanale, quando l’esistenza di una famiglia ha rischiato di infrangersi contro la violenza improvvisa di uno sconosciuto. Fuori da un supermercato Esselunga di via Corridoni, a Bergamo, l’incubo ha avuto la forma di un uomo, un cittadino rumeno di trentasette anni, senza fissa dimora e fino a quel momento incensurato, che ha tentato di strappare una bambina di appena un anno e mezzo dalle braccia della madre -1-5. L’aggressione è avvenuta nel momento esatto in cui i genitori, con la piccola, stavano varcando la soglia del locale commerciale, incrociando l’uomo che invece era diretto all’interno. Con una mossa fulminea e inaspettata, come documentato anche dalle telecamere di sorveglianza e ricostruito dagli agenti della Squadra mobile, l’indagato si è piegato e ha afferrato la bimba per le gambe, cercando con forza di trascinarla via, all’interno del centro commerciale -4-8.

La reazione della madre è stata immediata e istintiva: ha stretto a sé la figlia con tutte le sue forze, opponendo una resistenza disperata a quella trazione violenta, e ha iniziato a urlare per chiedere aiuto. Il padre, che si trovava a pochi passi di distanza, è accorso in un batter d’occhio, e insieme ad alcuni clienti e agli addetti alla sicurezza del supermercato, sono riusciti a bloccare e immobilizzare l’aggressore, tenendolo a terra fino all’arrivo di una volante della Polizia di Stato, giunta sul posto in pochi minuti -1-9. In quel concitato tira e molla, durato una manciata di secondi, la violenza dello strattone ha purtroppo causato alla piccola la frattura del femore, una lesione grave ma che, secondo i medici che l’hanno subito visitata e presa in cura, non dovrebbe comprometterne la guarigione, seppur con una prognosi lunga e una gamba ora ingessata -5-8. La Procura di Bergamo, con la pm Giulia Angeleri, ha coordinato gli accertamenti e ha presentato la richiesta di convalida dell’arresto e della custodia cautelare in carcere per l’uomo, che dovrà rispondere delle pesanti accuse di tentato sequestro di persona aggravato dall’età della vittima e di lesioni personali aggravate -1. L’interrogatorio di garanzia, nel quale il trentasettenne – assistito dall’avvocato Erica Pasinetti – potrà eventualmente decidere di fornire la sua versione dei fatti e spiegare le ragioni di un gesto tanto grave quanto apparentemente immotivato, è stato fissato per i prossimi giorni -1. Secondo una prima ricostruzione, l’uomo non avrebbe mai avuto contatti con la famiglia prima di quel momento, e il suo gesto sarebbe stato del tutto casuale -8.

La psicosi della capitale e la donna con la foto della bimba sul cellulare

Se a Bergamo la paura si è materializzata con una violenza fisica inaudita, a Roma il pericolo ha indossato i panni ingannevoli della normalità, insinuandosi nel rito quotidiano dell’uscita da scuola. Nel quartiere Monteverde, alla scuola dell’infanzia comunale “Guglielmo Oberdan” di largo Ravizza, mercoledì 11 febbraio una donna si è presentata poco prima della riconsegna dei bambini, dichiarando al personale scolastico di essere la babysitter incaricata di prelevare una specifica bambina di tre anni -2-10. Il suo comportamento, però, ha subito insospettito le insegnanti: appariva nervosa, poco sicura, e quando le è stato chiesto di esibire un documento o la delega al ritiro, ha mostrato sul suo telefono cellulare una fotografia della piccola, un dettaglio agghiacciante che ha trasformato il sospetto in allarme -10. La donna, che ha finto di non capire l’italiano, non ha saputo fornire alcuna giustificazione valida e, nel momento in cui il personale ha contattato i genitori per verificare la situazione, si è allontanata frettolosamente, facendo perdere le proprie tracce -6.

La famiglia, naturalmente, ha negato di aver mai incaricato alcuna babysitter, sporgendo immediatamente denuncia contro ignoti. La Polizia, che ha avviato le indagini per risalire all’identità della misteriosa donna, ha sottolineato come la presenza della foto della bambina sul suo telefono lasci pensare a un tentativo di rapimento studiato e non improvvisato: l’uomo o la donna che sia aveva probabilmente già preso di mira la piccola, fotografandola forse mentre giocava al parco o in altri momenti di vita quotidiana -10. Sull’episodio, che ha gettato nel panico le chat dei genitori di tutto il quartiere, è intervenuto anche il ministro dell’Istruzione Giuseppe Valditara, che ha voluto esprimere il suo apprezzamento per la prontezza e il senso di responsabilità dimostrati dalle insegnanti, le cui procedure esemplari hanno scongiurato una tragedia -2. Il timore, nella Capitale, è che non si sia trattato di un caso isolato: il consigliere capitolino Fabrizio Santori ha infatti segnalato un episodio analogo, sempre con le stesse modalità, in un’altra scuola del territorio, la “Lola Di Stefano”, anche se al momento non vi sono conferme ufficiali in merito -6.

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