Il Borussia Dortmund e la scommessa sui giovani: da Reggiani a Inacio, le nuove star della Liga
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Redazione Sport
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Mentre la Serie A continua a guardare con sospetto ai propri vivai, preferendo spesso affidarsi a scommesse estere o a calciatori di ritorno, c’è un club che ha fatto della gioventù italiana la propria bandiera. Non gioca in Italia, ma in Germania: è il Borussia Dortmund, una fabbrica di talenti che, nello specifico, ha scoperto una vena particolarmente ricca nel nostro Paese. L’ennesimo, fulgido esempio di questa politica di reinvestimento sul futuro si chiama Samuele Inacio, un diciottenne che domenica ha calpestato il manto erboso del Signal Iduna Park dal primo minuto, regalando una prestazione che ha dell’incredibile per un ragazzo della sua età.
Inacio, figlio dell’ex attaccante di Serie A Inacio Pià, ha disputato 74 minuti di altissimo livello contro il Friburgo. I dati parlano chiaro: il 93% di precisione nei passaggi e, ciliegina sulla torta, una percentuale di dribbling riusciti pari al 100%. C’è voluto un miraco del portiere avversario per negargli il primo gol tra i professionisti – un’occasione sciupata sul 3-0 che poco ha pesato sul giudizio finale – tanto che i tedeschi lo hanno applaudito scrosciantemente al momento della sostituzione. Quella standing ovation, riservata a un diciottenne, racconta più di mille parole sul carattere e la qualità del ragazzo cresciuto nell’Atalanta.
Dietro questo fenomeno c’è una strategia ben precisa. Da tempo il club giallonero, memore anche delle restrizioni post Brexit che hanno complicato il mercato inglese, ha puntato sulla penisola come serbatoio inesauribile di intelligenza tattica e tecnica. Samuele Inacio non è un caso isolato, ma si inserisce in un filone che annovera nomi come Luca Reggiani e Filippo Mane, giovani italiani già lanciati in Bundesliga e persino in Champions League. A orchestrare questa “italianata” tedesca ci sono figure chiave come Sebastian Krug, responsabile dello scouting, e l’italiano Dario Scuderi, che conosce perfettamente la mentalità dei nostri giovani per averla vissuta sulla propria pelle nelle giovanili del Borussia.
Il corteggiamento di Italia e Brasile e la risposta del mercato
Nato a Bergamo, ma con sangue brasiliano nelle vene (quel "futebol bailado" che lui stesso ha citato in passato come cifra stilistica), Samuele Inacio è finito nel mirino di due federazioni. Finora ha vestito l’azzurro delle giovanili, ma la Confederazione Brasiliana (CBF) sta lavorando silenziosamente per convincerlo a tornare alle origini, vista l’eleggibilità e la necessità di ringiovanire il proprio parco attaccanti in ottica post-mondiale. Per l’Italia, perderlo sarebbe un duro colpo, l’ennesimo paradosso di un sistema che fa fatica a trattenere i propri gioielli.
E se la nazionale è un’incognita, il mercato è già una certezza. Prelevato dall’Atalanta nell’estate 2024 con una mossa che fece infuriare la dirigenza orobica (tanto da rifiutare il pranzo UEFA in occasione del match di Champions), Inacio è già diventato un “uomo mercato”. Il Borussia Dortmund, consapevole del tesoro che ha tra le mani, sta correndo ai ripari per blindarlo, con trattative avanzate per un rinnovo che lo leghi al club fino al 2030 o 2031. La fretta è giustificata: sulle sue tracce si è fatto vivo il Barcellona, pronto a tentare un assalto a parametro zero o a cifre ridotte. Un interesse illustre che conferma come il ragazzo di Bonate, quel bambino che incantava nell’oratorio di un paesino di seimila anime, sia ormai proiettato verso i palcoscenici che contano.




