Il caso Inacio gela i rapporti, niente pranzo Uefa tra Atalanta e Borussia Dortmund

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Redazione Sport Redazione Sport   -   Le distanze, e non solo quelle del campo che vede l’Atalanta costretta a rimontare il due a zero dell'andata, sembrano incolmabili tra il club bergamasco e il Borussia Dortmund. Alla New Balance Arena, pochi minuti prima del fischio d'inizio del retour match dei playoff di Champions League, non è andato in scena il tradizionale pranzo istituzionale organizzato dalla Uefa, quello stesso incontro che solitamente funge da antefatto diplomatico alle battaglie sportive. E se sette giorni fa, in Germania, l'assenza aveva già sollevato più di un sopracciglio, la conferma del bis tra le mura amiche assume i contorni di una precisa presa di posizione. A confermarlo, con un sorriso che lasciava spazio all'amarezza, è stato l'amministratore delegato nerazzurro Luca Percassi, il quale, ai microfoni di Sky Sport, ha usato una metafora eloquente: “Effettivamente abbiamo digiunato” -2.

“Speravamo in un’apertura al dialogo, non c’è stata”

Il nodo della discordia, va detto, è quello che ormai da mesi tiene in scacco i rapporti tra le due dirigenze e risponde al nome di Samuele Inacio, il giovane talento classe 2008, figlio d'arte, strappato al vivaio dell'Atalanta nell'estate del 2024 -1-5. Una vicenda che i Percassi hanno vissuto e vivono come una ferita aperta, tanto da aver sporto denuncia alla FIFA, e che ha portato a un vero e proprio gelo diplomatico. “La speranza era che cogliessero questa occasione per potersi confrontare e provare a dialogare – ha spiegato Percassi –, invece così non è stato. Noi andiamo avanti per la nostra strada” -2-10. Il riferimento è a quella che la dirigenza bergamasca percepisce come una “grave mancanza di rispetto” da parte del club tedesco, reo, a loro dire, di non aver mai realmente aperto un confronto sulla vicenda, limitandosi a gestire l'operazione in modo unilaterale -3-6-8.

La passione del pubblico e la consapevolezza di un divario

Ben al di là delle scaramucce da tavolo, l'ad nerazzurro ha voluto però riportare l'attenzione sul valore del sostegno popolare, un elemento che per una realtà come l'Atalanta, abituata a confrontarsi con colossi dal fatturato e bacini d'utenza ben più ampi, rappresenta un vero e proprio moltiplicatore di energie. “Questa sera lo stadio dimostrerà ancora una volta quanto i nostri tifatori vogliano bene a questa squadra – ha proseguito Percassi –, e per noi la loro passione è determinante, ce ne stiamo accorgendo anche in trasferta, quando purtroppo non possono seguirci come vorrebbero”. Un pensiero, quello dell'amministratore delegato, che si è esteso anche alle difficoltà logistiche legate alla presenza del pubblico, con la speranza, come ha dichiarato, che “attraverso il dialogo con le istituzioni si possano risolvere certi problemi”, perché il calcio senza la gente, ha concluso, diventa inevitabilmente più povero -2.

L’obiettivo storico e la dimensione europea

Sul fronte prettamente tecnico, la sfida al Borussia Dortmund rappresenta un crocevia fondamentale. Nonostante il passivo dell'andata e la differenza abissale di struttura tra i due club – lo stesso Percassi ha ricordato l'esperienza vissuta una settimana prima in uno stadio da ottantaduemila spettatori, “rendendoti conto di essere una realtà differente” –, la fiducia di compiere un'impresa non manca -2. “Fare risultato questa sera sarebbe qualcosa di storico – ha sottolineato –, e del resto penso che essere arrivati a giocare questo tipo di partite sia già di per sé straordinario. Affronteremo la gara con lo spirito che ci contraddistingue, senza rimpianti, ben sapendo la forza dell'avversario”. Un mix di umiltà e ambizione, quello descritto da Percassi, che sembra essere la cifra dell'era Percassi-Palladino: la consapevolezza dei propri limiti, unita alla voglia di competere con chiunque, restando con i piedi ben piantati per terra -2.

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