L'oro tocca nuovi record e supera i 4.200 dollari

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Redazione Economia Redazione Economia   -   Il prezzo dell'oro, dopo aver infranto la barriera psicologica dei quattromila dollari all'oncia troy all'inizio di ottobre, continua la sua corsa inarrestabile aggiornando il proprio massimo storico per il quarto giorno consecutivo e toccando, nelle contrattazioni del mattino alla Borsa di Londra, la quota di 4.242 dollari. Un incremento, seppur lieve nello 0,44% che porta il valore di scambio a 4.225,89 dollari, il quale si inserisce in un trend rialzista che, protraendosi ormai da tre anni, ha visto il metallo giallo apprezzarsi di un sorprendente 60% nell'ultimo dodici mesi e raddoppiare il proprio valore su un arco temporale di due anni. Questo potente rally, che ha catturato l'attenzione non solo degli investitori di professione ma anche di un pubblico più ampio, sta avviando il bene rifugio per eccellenza verso quello che potrebbe essere il suo miglior anno dal 1979, un periodo segnato da una forte inflazione che ne fece più che raddoppiare la quotazione.

Il ruolo delle banche centrali e dei grandi fondi

A trainare la domanda, che spazia da nuovi a vecchi investitori i quali si stanno affrettando ad acquistare, vi è un fattore principale: gli acquisti consistenti da parte delle banche centrali di tutto il mondo, le cui riserve auree, sebbene in aumento, rimangono comunque lontane dai volumi registrati negli anni Ottanta. A questi attori istituzionali si sono affiancati, in una ricerca di protezione dai rischi dei mercati, anche i grandi fondi di investimento, i quali vedono nel metallo prezioso un bene rifugio alternativo ai tradizionali titoli di stato. La disputa commerciale tra Stati Uniti e Cina, unitamente alle speculazioni su ulteriori tagli dei tassi di interesse da parte della Federal Reserve, ha creato un terreno fertile per questa fuga verso l'oro, considerato da molti una forma di assicurazione più che un mero investimento speculativo.

Una volatilità che non frena le previsioni

Nonostante il prezzo alla consegna immediata abbia mostrato una certa volatilità, ritracciando a 4.220 dollari dopo aver toccato il picco di 4.240, la maggioranza degli analisti è concorde nel ritenere che la corsa dell'oro non si sia ancora esaurita. Le aspettative degli esperti, i quali basano le loro valutazioni sull'andamento macroeconomico e sulla persistente domanda istituzionale, puntano verso un'ulteriore salita dei listini, con la possibilità concreta che questi possano raggiungere la soglia dei 4.500 dollari l'oncia nei prossimi mesi. Il metallo giallo, che quest'anno ha aggiornato il proprio record di prezzo per più di quaranta volte, sembra dunque destinato a mantenere il suo ruolo centrale nei portafogli globali.

Il contesto geopolitico e finanziario

L'ambiente economico globale, caratterizzato da tensioni commerciali e da politiche monetarie accomodanti, continua a offrire un supporto solido alla quotazione del bene rifugio. L'acquisto di oro, in un simile scenario, si configura sempre più come una strategia difensiva, una copertura contro l'incertezza che pervade i mercati finanziari tradizionali. La sua performance, che lo ha visto crescere di oltre il 50% dall'inizio dell'anno, ne conferma l'attrattiva in un periodo storico dove la stabilità non è più data per scontata e la diversificazione diventa un imperativo per chiunque gestisca capitali, siano essi pubblici o privati.

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