Cedolare secca: novità per le locazioni brevi e i contratti con imprese
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Redazione Economia
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A partire dal 1° gennaio 2024, la cedolare secca, un'imposta sostitutiva dell'Irpef e delle addizionali comunali e regionali sul reddito degli immobili locati, sarà applicata al 26% sui redditi derivanti da contratti di locazione breve. Questa novità è stata introdotta dalla legge di bilancio 2024 e chiarita dall'Agenzia delle Entrate con la Circolare n. 10.
Definizione di locazione breve
La locazione breve si riferisce ai contratti di locazione di immobili ad uso abitativo di durata non superiore ai 30 giorni. Questi contratti possono includere la prestazione dei servizi di biancheria e di pulizia dei locali e possono essere stipulati da persone fisiche al di fuori dell'esercizio di attività di impresa.
Cedolare secca e contratti con imprese
Una recente sentenza della Corte di Cassazione, la n. 12395 pubblicata il 7 maggio 2024, ha stabilito che la cedolare secca può essere applicata anche ai contratti di locazione a uso abitativo stipulati con società o imprese che affittano la casa per i propri dipendenti. Questa opzione è possibile anche se il conduttore conclude il contratto nell'esercizio della sua attività professionale.
Tendenze e vantaggi fiscali
Nel 2023, le adesioni alla cedolare secca sono tornate a crescere, portando un vantaggio fiscale di circa 2,5 miliardi di euro, considerando solo l'Irpef. Inoltre, la cedolare secca sarà applicabile anche a partire dalla seconda abitazione.
Le novità introdotte in materia di cedolare secca rappresentano un importante cambiamento nel panorama fiscale italiano, con potenziali benefici sia per i locatori che per i conduttori.




