Icop, Kepler Cheuvreux alza il target price a 37 euro: l'OPS su Trevi vista come altamente accrescitiva sugli utili

Icop, Kepler Cheuvreux alza il target price a 37 euro: l'OPS su Trevi vista come altamente accrescitiva sugli utili
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Redazione Economia Redazione Economia   -   Kepler Cheuvreux ha rivisto al rialzo il target price su Icop, portandolo a 37 euro dai precedenti 28,5 euro, e ha confermato la raccomandazione "Buy" all'indomani dell'annuncio dell'offerta pubblica di scambio (OPS) lanciata dal gruppo friulano su Trevi Finanziaria Industriale.

La decisione arriva in un momento cruciale per le sorti dell'ingegneria del sottosuolo italiana, con l'operazione che, stando alle prime valutazioni degli analisti, si presenta come particolarmente vantaggiosa in termini di creazione di valore, tanto da stimare un impatto positivo sugli utili per azione della società risultante dalla fusione. L'upgrade del titolo riflette dunque la fiducia nella bontà dell'integrazione tra due realtà che, per dimensioni e competenze, sono chiamate a ridisegnare gli equilibri di un settore strategico per le infrastrutture del Paese.

Un'operazione da oltre un miliardo per creare un campione nazionale

Il cuore dell'iniziativa, come spiegato dall'amministratore delegato di Icop, Piero Petrucco, risiede nell'ambizione di dar vita a un polo industriale di eccellenza, un "campione nazionale" capace di coniugare la tradizione tecnica italiana con le esigenze di crescita e stabilità del mercato.

L'offerta, che si configura come volontaria e totalitaria sul 100% del capitale di Trevi, mira a integrare completamente le due strutture aziendali, mettendo a sistema le risorse umane e tecniche per costruire un'impresa di grandi dimensioni e continuità operativa, in grado di competere a livello europeo nei segmenti delle fondazioni speciali e delle opere geotecniche.

Il corrispettivo offerto agli azionisti di Trevi è pari a 0,133 azioni di nuova emissione di Icop per ogni titolo conferito; un rapporto che valorizza il gruppo cesenate circa 4,16 euro per azione, riconoscendo un premio superiore al 20% rispetto alla chiusura di venerdì scorso, quando il titolo si attestava a 3,47 euro.

La simulazione degli analisti e l'impatto sull'utile per azione

Gli analisti di Kepler Cheuvreux, nel giustificare il significativo aumento del prezzo obiettivo da 28,5 a 37 euro, hanno condotto una simulazione che incorpora gli effetti della combinazione tra i due gruppi, evidenziando come l'operazione sia "altamente accrescitiva" per gli utili. Secondo le loro proiezioni, che tengono conto delle sinergie industriali e dei benefici derivanti dalla maggiore scala operativa, l'eps (utile per azione) della nuova entità potrebbe registrare un incremento stimato intorno al 57% già a partire dal 2030.

Si tratta di una prospettiva che legittima, agli occhi del mercato, le ambizioni del management di Icop, il quale ha sottolineato come il progetto rappresenti il frutto di una riflessione maturata nel tempo, ritenendo oggi sussistenti le condizioni ideali per procedere con l'aggregazione e valorizzare appieno il potenziale di due storie imprenditoriali profondamente radicate nei rispettivi territori di origine.

Le traiettorie future dell'ingegneria del sottosuolo

L'offerta pubblica di scambio, che di fatto apre la strada alla creazione di un soggetto industriale con un fatturato aggregato che supera il miliardo di euro, mette in luce la volontà di consolidare un settore, quello delle fondazioni speciali e del microtunneling, che rappresenta un'eccellenza tecnica riconosciuta a livello globale.

Icop, fondata nel lontano 1920 e oggi operante come società benefit, vanta una lunga esperienza nelle opere complesse e nelle tecnologie di scavo, mentre Trevi, gruppo quotato su Euronext Milan e nato a Cesena, è da tempo considerato un punto di riferimento mondiale nelle tecnologie geotecniche.

L'integrazione tra le due anime, quella friulana e quella romagnola, ambisce pertanto a creare un soggetto dalla solida base patrimoniale e dalla forte capacità progettuale, capace di affrontare le sfide infrastrutturali del futuro con un approccio industriale che unisce innovazione, sostenibilità e tradizione.

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