Inter-Parma 3-0: Sucic, Calhanoglu e Thuram lanciano Chivu in vetta solitaria
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Redazione Sport
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Tre gol in trentuno minuti, la pratica archiviata prima ancora che il Parma riuscisse a capire cosa fosse successo. L'Inter riparte dalla sosta con una prestazione che vale molto più dei tre punti: il 3-0 su una squadra rimaneggiata e spaesata dice che la macchina di Cristian Chivu ha ritrovato la marcia giusta, quella che nelle prime uscite stagionali era sembrata incepparsi per qualche distrazione di troppo.
Un avvio devastante e una classifica che sorride
La squadra nerazzurra resta sola in testa alla Serie A con sedici punti, in attesa delle partite di Roma e Lazio, e mette a segno il secondo clean sheet stagionale in campionato. Il Parma di Alberto Gilardino, subentrato a Carlos Cuesta durante la sosta, incassa la quarta sconfitta in sei giornate e resta quartultimo a quota quattro, aggrappato a una classifica che comincia a farsi pesante.
Gilardino, ex attaccante rossonero, aveva il compito di rimettere in piedi una squadra reduce da un avvio complicato, ma il calendario non gli ha offerto alcuna indulgenza: di fronte si è trovata la capolista, affamata dopo tre settimane senza partite ufficiali.
Sucic, il jolly che Chivu si tiene stretto
Petar Sucic ha aperto le danze al tredicesimo minuto, approfittando di un errore in impostazione di Corvi e di una gestione pasticciata di Keita: il croato ha pressato, recuperato il pallone e fulminato il portiere con un sinistro sotto la traversa. Non era scontato vederlo titolare, considerati i rumors di mercato che lo avevano accompagnato nelle settimane precedenti, ma Chivu non ha avuto dubbi nel lanciarlo dal primo minuto e la risposta è arrivata immediata.
Il centrocampista si è mosso con una fame contagiosa, aggredendo ogni possesso avversario e confermandosi un'alternativa credibile in un reparto che, tra infortuni e impegni ravvicinati, avrà bisogno di tutte le rotazioni possibili.
Esposito, il rigore e la freddezza di Calhanoglu
Sei minuti dopo il vantaggio, l'Inter ha raddoppiato grazie a un episodio che ha visto protagonista Pio Esposito: l'attaccante ha anticipato Diego Carlos in area, subendo un pestone evidente che l'arbitro, richiamato dal Var, ha sanzionato con il calcio di rigore. Dal dischetto Hakan Calhanoglu non ha tremato, nonostante qualche brivido legato alla traiettoria, e ha firmato il 2-0 portando il proprio bilancio a tre reti in cinque presenze in campionato.
Il turco era rientrato da poco dal problema che lo aveva fermato poco più di un mese prima e la sua presenza in cabina di regia si è rivelata fondamentale per tenere alto il baricentro e costringere il Parma a impostare costantemente dalla propria area di rigore.
Thuram e la chiusura anticipata dei conti
Il tris è arrivato al trentunesimo minuto, ancora una volta con la firma di un attaccante in fiducia: Mkhitaryan ha recuperato il pallone a centrocampo e ha servito Thuram con un filtrante che il francese ha trasformato in un diagonale a fil di palo, per il definitivo 3-0. Anche per Thuram si tratta della terza rete in cinque gare di campionato, un bottino che conferma il suo stato di forma smagliante dopo la sosta.
L'Inter ha poi gestito il vantaggio nella ripresa, abbassando l'intensità e concedendo qualcosa in termini di ritmo, ma senza mai correre veri rischi: la difesa a tre, con Bisseck in evidente crescita e Carlos Augusto adattato con intelligenza, ha retto senza affanni e ha permesso a Josep Martinez di vivere una serata quasi da spettatore.
Spence, l'esordio e le alternative che fanno la differenza
Nel finale c'è stato spazio anche per l'atteso debutto di Spence, accolto da un boato a San Siro: l'inglese, arrivato in estate e reduce da un percorso di riatletizzazione, ha subito mostrato due discese a tutta velocità che hanno acceso il pubblico e quasi prodotto un assist per Lautaro. Non è un dettaglio da poco: Chivu ha a disposizione una rosa che, per quantità e qualità, sembra davvero poter affrontare il tour de force di ottobre e novembre senza perdere per strada punti preziosi.
Il tecnico rumeno, che aveva parlato alla vigilia di «principi di gioco» più che di moduli, ha visto la sua squadra interpretare la partita con cinismo e maturità, chiudendo i conti in poco più di mezz'ora e risparmiando energie in vista dell'impegno di Champions League contro il Club Brugge.
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