Sampdoria, un gol allo scadere regala la vittoria e una boccata d'ossigeno
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Redazione Sport
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Un freddo pomeriggio a Marassi, l'ultimo dell'anno, riserva alla Sampdoria una vittoria che vale molto più di tre semplici punti. Contro la Reggiana, formazione che aveva iniziato la partita con più mordente, i blucerchiati hanno infatti mostrato un volto diverso, rimontando lo svantaggio iniziale e trovando il gol della vittoria a tempo ormai scaduto. Un successo, quello per due reti a uno, che assume le sembianze di una vera e propria terapia d'urto per una classifica fino a ieri troppo angusta, consentendo alla squadra di Genova di allontanarsi, seppur di poco, dalla zona più pericolosa del campionato cadetto. L'avvio, in verità, non faceva presagire nulla di buono: un grave misunderstanding difensivo ha infatti spalancato la strada all'avversario, il quale non si è fatto pregare per concretizzare il momentaneo vantaggio. La reazione, però, non si è fatta attendere e ha delineato un percorso di gara completamente ribaltato.
La rimonta e il gol di Barak
Dopo il trauma del gol subito, la Sampdoria ha progressivamente ripreso in mano le redini dell'incontro, mostrando una compattezza di gruppo che nelle uscite precedenti era spesso parsa evanescente. La pressione costante sugli avversari ha portato al pareggio, firmato da Portanova, e ha creato diverse altre occasioni per il sorpasso, molte delle quali neutralizzate da un portiere avversario in stato di grazia. Quando l'inerzia del pareggio sembrava ormai cristallizzata, e con essa l'amaro in bocca per due punti sfumati, è arrivata la giocata risolutiva. Un'azione costruita con pazienza sulla trequarti, poi il pallone servito a fil di fallo laterale per Antonin Barak: il cecoslovacco, con un tocco di prima intenzione, ha insaccato il pallone alle spalle del portiere, scatenando l'esplosione di gioia della Sud e di tutta la panchina. Quella di Barak, peraltro, è stata una prestazione di spessore, finalmente all'altezza delle attese, a differenza di altri che invece hanno faticato a lasciare il segno nel match.
Le parole del tecnico Gregucci
Sul valore della prestazione, al di là del puro risultato, si è soffermato in conferenza stampa l'allenatore in tandem Angelo Gregucci, il quale ha sottolineato come la vittoria sia frutto di un atteggiamento corale e sentito. "Una prestazione di cuore, difficile", ha commentato il tecnico, evidenziando proprio la capacità di reazione dopo il gol subito come il segnale più positivo. Quel rimontare, per lui, non è un fatto puramente tattico ma psicologico, indice di un gruppo che sta ritrovando la sua identità e che può iniziare a definirsi, a tutti gli effetti, una squadra. Sul delicato tema del mercato, poi, Gregucci ha preferito non addentrarsi, rimandando ogni discussione ai direttori competenti e concentrando invece l'analisi su quanto di buono costruito in settimana e mostrato in campo contro la Reggiana.
Il contributo del singolo e del collettivo
Accanto alla prodezza di Barak, è doveroso segnalare le prestazioni di altri uomini chiave in una partita vissuta spesso sul filo del rasoio. Il portiere Ghidotti, ad esempio, ha compiuto almeno un intervento decisivo per mantenere il risultato in parità, riscattandosi così dall'impotenza sul gol iniziale. In difesa, nonostante qualche incertezza, si è preferita la soluzione più pragmatica, ovvero chiudere le azioni avversarie senza troppi complimenti, consci della pericolosità delle ripartenze. L'insieme, tuttavia, ha retto, dimostrando quella fibra necessaria nelle partite più complicate. Questi tre punti, conquistati con il sudore della fronte e un guizzo di classe allo scadere, rappresentano un capitale di fiducia per la Sampdoria, che ora si appresta ad affrontare la ripresa del campionato con un bagaglio di certezze leggermente più consistente.




